Milan: Leonardo per il dopo Ancelotti?


"Ti piacerebbe allenare un giorno?" "Sì, ma solo il Brasile o il Milan" ha risposto Leonardo, l'ex fantasista verdeoro negli ultimi anni consulente di calciomercato e direttore delle operazioni dell'area tecnica del Milan, artefice dell'arrivo in via Turati di giocatori come Kakà o Pato, fino all'ultimo giunto e cioè il difensore Thiago Silva. Brillante sul rettangolo verde, spigliato con le scarpette appese al chiodo, parla sei lingue (anche il giapponese) ed è notoriamente un uomo Milan; benché Ancelotti abbia un contratto che scade nel 2010 l'ipotesi di un avvicendamento tra i due non è cosa fantascientifica.

La batosta di ieri ha lasciato più di qualche ferita dalle parti di Milanello; i vertici del club (cioè Galliani) hanno cercato di analizzare lucidamente la situazione: in fondo è solo una sconfitta e già nella prossima partita contro l'Udinese a San Siro l'opportunità di riscatto è a portata di mano; aggiungasi l'infermeria piena (ma Milan Lab?), l'avvio ad handicap e l'età media troppo poco verde, ed ecco che forse il tecnico di Reggiolo non ha tutte queste colpe. Ma è risaputo che dopo anni di successi (in Europa più che in Italia, solo uno scudetto in 8 anni) le motivazioni possono venire meno, la soluzione Leonardo è quella che stuzzica di più.

Leonardo Nascimento de Araújo, quasi 40enne, sarebbe più che un allenatore un manager stile Ferguson o Wenger: un occhio al campo, un altro al mercato. Per questo verrebbe affiancato da un valido aiutante, ovviamente (per la mentalità rossonera) un altro uomo Milan come Tassotti o Costacurta, che bene sta facendo in quel di Mantova. Ed Ancelotti? Galliani gli ha assicurato che nella famiglia del Diavolo un posto per lui ci sarà sempre, ma Carletto vorrebbe darsi alle Nazionali: ha puntato i Mondiali africani e ha espresso "simpatia" per Nigeria e Camerun. Insomma, tempo di cambiamenti al Milan...

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