Milan, Berlusconi infuriato ma Galliani conferma (ancora) Allegri

Il Milan pare trovarsi in un vicolo cieco: la squadra va a singhiozzi, gioca male e cambia molto, ieri il 2-2 di Palermo è stata la sintesi perfetta di tutto questo. Perciò Berlusconi ha perso la pazienza, ha telefonato Galliani e gli ha intimato di fare qualcosa. Ma cosa?

Quando si recupera un doppio svantaggio e si riesce a pareggiare una partita, di solito il bicchiere delle squadra che ha riacciuffato il pari è mezzo pieno: niente di più lontano dallo stato d’animo del Milan dopo il 2-2 del Barbera contro il Palermo, una rimonta di carattere e di nervi ma che non ha per niente allontanato le dense nubi che stazionano dalle parti di Milanello da più di due mesi. In seno al club di Via Turati sono abbastanza sconcertati e non sanno più che a santo votarsi.

Prima dell’anticipo di ieri il patron Silvio Berlusconi aveva asserito che avrebbe voluto occuparsi del suo Milan bisognoso di cure ma che al momento non aveva tempo (fare affidamento su Barbara è prematuro e forse, in generale, impensabile), mentre Galliani ci metteva il faccione per continuare a ripetere la stessa tiritera: Allegri in due anni e tot partite ha fatto più punti di tutti, Allegri non si tocca. La pazienza del Cavaliere ha tracimato dagli argini della ragionevolezza ieri sera quando in un’accesa telefonata ha ripreso proprio il suo fido scudiero.

Berlusconi non gradisce il modo di giocare del Milan, lui che è un amante ormai noto delle punte e che mal sopporta il 3-5-2, schema frutto dell’ennesimo esperimento del tecnico rossonero, che ormai naviga a vista e soffre da matti in panchina. Nel capoluogo siciliano ha confermato Amelia e la difesa a tre, ha infarcito il centrocampo di mediani e ha dato fiducia a Pato, salvo poi passare al 4-3-1-2 per scardinare le maglie del Palermo, squadra se vogliamo enigmatica quanto se non più del Diavolo.

Quali le strategie che stanno maturando in queste ore in Via Turati? Difficile saperlo, perché con 11 punti dopo 10 giornate (una media che garantirebbe una salvezza a 2-3 giornate dalla fine), questo Milan ha le mani legate: cambiare per cambiare difficilmente influirebbe sulla condotta di un gruppo chiaramente spaesato (Tassotti, Inzaghi, Costacurta, ma anche un Gullit o un Van Basten, confonderebbero solo le acque), tra l’altro in un periodo di impegni ravvicinati e difficili (Chievo, Malaga, Fiorentina, Napoli, Anderlecht, Juve).

Ma fare una stagione così disastrosa, senza Europa l’anno venturo, disintegrerebbe ogni velleità di portare l’anno prossimo a Milano la fissazione di Berlusconi, ossia Pep Guardiola. Perciò si prende tempo, le partite intanto arrivano e Allegri continua a fare il timoniere di una barca che fa acqua da più parti. Meno male, e questo è un pensiero diffuso dei milanisti, che è esploso Stephan El Shaarawy, capace da solo di portare ben otto punti alla causa rossonera: senza di lui, l’unica vittoria sarebbe stata quella di Bologna.

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