Tifosi Atalanta picchiati dalla polizia? Il club chiede verità e giustizia

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Verità e giustizia: è quanto chiede l’Atalanta in merito a quanto accaduto mercoledì sera dopo il match di Coppa Italia pareggiato per 3-3 contro la Fiorentina al Franchi. Mentre i supporter bergamaschi stavano lasciando il capoluogo toscano si sono scontrati con la polizia in circostanze ancora da chiarire. Al termine della nottata calda, 130 ultrà della Dea sono stati identificati e rischiano una denuncia per i reati di resistenza, violenza, lesioni a pubblico ufficiale e travisamento.

Le versioni di quanto accaduto si possono riassumere sostanzialmente così: da una parte ci sono le forze dell’ordine che affermano che i poliziotti sono stati feriti dai tifosi dell’Atalanta che stavano lasciando Firenze con una “convinta volontà di fare del male e una premeditata violenza”; per contro, Federico Riva, noto avvocato della Curva Nord nerazzurra, racconta che lui era presente sul terzo dei tre pullman di tifosi che sono stati fermati e a loro volta manganellati senza che avessero creato problemi ai poliziotti. A corredo di questa tesi, ci sono alcuni video che gli stessi supporters della Dea hanno pubblicato in Rete. Da quale parte sta la verità? In attesa che si faccia chiarezza, la società dell’Atalanta ha pubblicato sul proprio sito ufficiale la seguente nota:

“Vogliamo solo la verità. Chiediamo che sia fatta luce su quanto accaduto mercoledì notte a Firenze.
Abbiamo visto, con sgomento, le immagini che circolano sui media. Non amiamo i processi sommari ma crediamo fortemente nella giustizia e nella lealtà dei comportamenti e per questo riteniamo opportuno che quanto successo, e documentato con immagini e testimonianze, sia oggetto di approfondimenti.
Siamo per la legalità e per la tutela delle forze dell’ordine, che svolgono un importante servizio a garanzia della sicurezza pubblica, ma la denuncia sollevata dai tifosi impone, da parte del Ministero degli Interni e di tutte le Autorità competenti, un elevato grado di attenzione per difendere i diritti anche di chi segue lo sport ed il calcio.
La violenza, da qualsiasi parte arrivi, non è tollerabile e l’Atalanta sarà sempre in prima fila perché solo la passione sportiva e la sana competizione siano i fenomeni trainanti per il nostro calcio.
Non potevamo rimanere silenti di fronte a certe immagini e la speranza di tutti, cittadini e sportivi, è che su questi episodi sconcertanti sia fatta totale chiarezza e che i colpevoli, chiunque siano, vengano puniti secondo giustizia.
Atalanta B.C.”

Gori: "Salvini faccia chiarezza"

Anche il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, si è mosso in prima persona chiedendo al ministro dell’Interno, Matteo Salvini, di chiarire l’accaduto.

"Signor Ministro dell'Interno, Le chiedo di leggere il documento che riporto qui di seguito, diffuso dai tifosi dell'Atalanta (Curva Nord) che ieri sera hanno seguito la squadra a Firenze per la trasferta di Coppa Italia. Contiene una denuncia molto circostanziata di violenze ai loro danni, operate da parte di agenti della Polizia di Stato al termine della partita, senza alcuna apparente motivazione. Né prima, né durante né dopo l'incontro vi sono stati scontri tra i sostenitori delle due squadre. I tifosi dell'Atalanta erano già sui pullman, sulla via del ritorno, quando la polizia li ha fermati. Legga: io non so se i fatti si sono svolti esattamente come sono descritti. Ho però ascoltato alcune testimonianze, che accreditano la ricostruzione. Le chiedo perciò di appurare e di chiarire con tempestività cos'è effettivamente accaduto. Se davvero gli agenti di polizia sono saliti su quel pullman e deliberatamente, senza una motivazione, hanno picchiato con i manganelli tutti coloro che si trovavano all'interno. Se davvero i tifosi sono stati presi a calci e pugni mentre scendevano dal pullman, insultati e pesantemente minacciati. Se così fosse si tratterebbe di un episodio gravissimo". Il primo cittadino orobico poi aggiunge: "Alcuni tifosi dell'Atalanta, in passato, si sono resi protagonisti di scontri e danneggiamenti. In quelle occasioni non ho esitato a condannarne il comportamento, come faccio di fronte a qualunque violenza. Anche in questo caso: non è discussione la fiducia nei confronti delle Forze dell'Ordine; ma se violenza c'è stata ai loro danni io m'aspetto, come cittadino e come sindaco della loro città, che i responsabili siano identificati e puniti".

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