Mino Raiola contro tutti, parole dure contro Uefa e Fifa: “Blatter dittatore, Platini incompetente”

Il più famose procuratore calcistico del mondo attacca la Uefa e la Fifa, e i suoi esponenti, in un’intervista ad un quotidiano svedese.

Mino Raiola, il procuratore più potente, temuto e allo stesso tempo coccolato, spara a zero sulle istituzioni calcistiche. Lo fa attraverso un’intervista concessa ad un quotidiano svedese, Sport-Expressen, e come al solito non mette nessun filtro tra quello che pensa e quello che esterna al mondo. Il campano trapiantato in Olanda ne ha per tutti, a partire da Blatter che definisce un “dittatore demente”, mentre Platini è semplicemente un “incompetente” e il suo fair play finanziario è lì a dimostrarlo, come argomenterà in seguito.

Il super procuratore vede un controsenso di fondo nell’opposizione all’ingresso di sceicchi, russi, cinese e via dicendo nel calcio europeo quando poi la stessa Uefa incassa fiori di quattrini in sponsorizzazioni. Da qui la richiesta di maggiore trasparenza da parte dell’organismo guidato da Platini: “Per Uefa e Fifa gli sceicchi del Qatar non possono sponsorizzare il Psg e allora come la mettiamo con gli sponsor della Champions? Platini critica il Psg e gli ingaggi ma sono soldi che poi finiscono alla Uefa. Fossi io il presidente della Uefa pubblicherei il bilancio per mostrare dove vanno a finire i soldi e tutte le decisioni andrebbero prese a maggioranza ma non c’è nulla di tutto questo”.

Ma ne ha anche per il Pallone d’Oro, quel premio che il suo cliente numero uno, non è mai riuscito a vincere. Per lui l’ambito riconoscimento “sarebbe importante solo se lo vincesse Ibrahimovic, è un premio politico e corrotto“. Ma evidentemente Raiola aveva voglia di parlare e così ha affidato le sue preziose riflessioni anche ai microfoni di Sky Sport 24, l’argomento è stato quello principe di questi giorni e cioè la validità dei sei arbitri in campo introdotti da quest’anno in Serie A:

Sotto certi aspetti, non è un esperimento riuscito. È vero che non sono più sei occhi ma il doppio, ma gli arbitri di linea sono spesso internazionali e molte volte vanno ad incidere sulla decisione della terna. I 44 secondi di Catania? Sono tantissimi, le decisioni vanno prese in maniera immediata. Maggiani? Le colpe non vanno scaricate sugli assistenti: le decisioni debbono essere prese dall’arbitro. L’instant-replay? Il calcio è bello perché va giudicato subito. Con la serenità, molti errori non si fanno.

Pensieri condivisibili per certi versi, anche se spesso espressi con troppa decisione. Non dimentichiamoci che le istituzioni che lui critica così aspramente sono le stesse che gli permettono di guadagnare cifre astronomiche. E’ chiaro che il fair play finanziario andrebbe in qualche modo a limitare il suo spazio di manovra, non per questo l’introduzione di questa norma va criticata tout court. Di sicuro Raiola non è l’ultimo arrivato e quando parla lo fa con cognizione di causa, spesso però eccede nei toni, ma anche questo fa parte del personaggio e del suo carattere, anche per questo è arrivato così in alto, partendo dal banco di una pizzeria di Amsterdam.

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