Lippi tra passato e futuro: "Basta Materazzi, aspetto Amauri"

Passa in archivio un anno importante e sta per cominciarne uno altrettanto affascinante: via Donadoni e il fallimento austro-elvetico, ci sarà Lippi a guidare l'Italia nella lunga vigilia dei prossimi Mondiali, un 2009 che vivrà di qualificazioni e di Confederations Cup, oltre che delle solite piccole polemiche che da sempre accompagnano le vicende degli azzurri. Antipasto di ciò che ci attenderà, le parole del ct viareggino che a La Stampa ha risposto senza essere banale alle domande più disparate: un esempio? Chi è stato il miglior italiano del 2008? "Del Piero. E Ibrahimovic il miglior straniero". E per le prossime convocazioni, quelle più importanti, la porta non è scontato sia aperta per tutti.

"Con i reduci di Berlino sono stato chiaro: non saranno i debiti di riconoscenza a fissare i convocati. Cannavaro e Materazzi, per dire: nel 2010 avranno 37 anni. Mica posso portarli entrambi. Su Amauri invece ci conto, eccome. Ormai, con le procedure legate alla cittadinanza italiana dovremmo essere a cavallo" le sue parole, mica roba da poco. Un duro, dunque, che dice di assomigliare a Mourinho ("Mi riconosco nella sua concretezza; come me, non è rivoluzionario né conservatore, ma terribilmente pratico") e che non farà mai la pace coi vari Zeman, Baggio e Panucci. L'altra guancia la porgerebbe a Totti, non a Cassano.

E se in Europa dominerà il Barcellona e in Italia l'Inter, almeno a suo dire, la vera sorpresa del 2008 è stata la Juve di Ranieri: "Potrà sembrare una provocazione, ma di fatto veniva dalla B, subito terza, poi prima nel girone di Champions e, adesso, seconda dietro all’Inter. Giù il cappello". E un pizzico di orgoglio civettuolo nel ricordare la mossa tattica di indietreggiare Zambrotta per far posto a Camoranesi: "Misi Zambrotta terzino per non perdere le qualità di Camoranesi. Mauro giocava nel Verona. Fui io a consigliarlo a Moggi e non viceversa Riuscii a convincere Zambrotta ad arretrare. Ci hanno guadagnato tutti: loro, la Juve e la Nazionale". Sarà, ma Lippi si gioca molta credibilità con questo suo mandato bis...

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