Ancelotti scherza sul suo futuro: "Spalletti vinca la sua coppa campioni e poi si tolga dalle scatole"

"Spalletti vinca la sua Coppa dei Campioni, perché credo che se lo meriti, e poi si tolga dalle scatole. Roma è una piazza dove mi piacerebbe allenare ma è un argomento che bisogna trattare con i guanti". E' l'augurio, un po' provocatorio, di Carlo Ancelotti al tecnico toscano. Nel corso di una lunga intervista al Corriere dello Sport l'allenatore rossonero ha risposto con una battuta alla precisa domanda riguardante un suo possibile approdo nella capitale. D'altronde sono già parecchi mesi che stenta ad affievolirsi il vocio di mercato incentrato sul presunto ritorno (in veste di allenatore) di Ancelotti alla Roma.

E Carletto, pur dissimulando quel che basta la sua opinione con l'originale augurio che farà sicuramente felice Spalletti e i tifosi giallorossi, non chiude certo tutte le porte alla società di Rosella Sensi. Poi una battuta sul Milan:

"Non so quale sarà il Milan vero. Noi lavoriamo perché sia bello come nel­l’ultima partita. Di sicuro si avvicina più a quell’idea che a quella di Paler­mo. Da un punto di vista estetico il Milan ha tanti giocatori di qualità e di conse­guenza riesce a esprimere un gioco mi­gliore, anche se Inter e Juventus hanno altre caratteristiche, diverse dalle no­stre, molta fisicità e più applicazione, ma per le qualità individuali il Milan riesce a fare qualcosa di più. E’ una filosofia. Abbiamo sempre puntato sul bel gioco e le scelte fatte sul mercato sono legate a questo indiriz­zo".

L'Ancelotti pensiero su Inter e Juventus:

"L'Inter ha qualcosa in più rispetto a noi. Di sicuro ha più continuità e la capacità di riuscire a vincere delle partite non solo attraver­so il bel gioco, ma anche attraverso la fisicità, un po' come è successo a Siena. Se c’è da fare a sportellate...è meglio che noi ce spostiamo (in romanesco, ndr). La Juve ha un’organizzazione difensiva supe­riore a tutti e la capacità di stare com­patta in ogni momento. In più ha la qua­lità dei suoi attaccanti, come Del Piero e Amauri. Il pallone d'oro a Del Piero? E’ un premio che non va sempre al miglior giocatore, ma a quello che vin­ce la Coppa dei Campioni. E’ capitato a Kakà e a Cristiano Ronaldo".

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