Hamsik riavrà il suo rolex. Borrelli e Pellegrino (Verdi): "Se è un regalo della malavita non lo accetti"

"Il mio Rolex Daytona mi sta aspettando alla stazione di polizia di Napoli. I tifosi hanno saputo come fare: per loro i calciatori del Napoli sono come divinità. Vietato toccarli" avrebbe dichiarato Marek Hamsik alla Pravda (quotidiano slovacco) subito dopo aver appreso la notizia che il suo orologio, rubato in seguito ad una rapina il 18 dicembre, è stato ritrovato. Ma la Questura di Napoli ha smentito la notizia circa la restituzione del prezioso oggetto dal valore di 25mila euro e non è escluso che potrebbe essere stato consegnato ad altre forze di polizia.

La restituzione dell'orologio, se da un lato fa ovviamente felice il giocatore, da un altro getta qualche ombra sulle dinamiche e sulle modalità di ricerca attuate dagli anonimi eroi per arrivare ai malviventi. E non sono mancate le reazioni di esponenti politici partenopei, come Borrelli e Pellegrino dei Verdi, che invitano il giocatore a non accettare il "dono di Natale" nel caso in cui a favorirne la restituzione fosse stata la malavita (fonte TMW):

"Vergognoso e grave è stato rubare l’orologio ad Hamsik, cosi accade ogni giorno a tante altre persone comuni: ma ancor più grave ed inquietante è stato apprendere che alcuni tifosi attraverso canali probabilmente poco leciti avrebbero recuperato l’orologio del calciatore. In un momento in cui le denunce dei cittadini e la collaborazione con le forze dell’ordine viene meno, apprendere che una persona derubata potrebbe riottenere la refurtiva solo perché un calciatore ci lascia sbigottiti. Sono episodi come questi molto spesso a vanificare il lavoro delle forze dell’ordine”.

I due politici invitano il calciatore a rendere pubblici i nomi di chi ha ritrovato l'orologio:

"Auspichiamo che Hamsik si renda conto che accettare l’orologio senza rendere pubblici i nomi e soprattutto come l’ha riottenuto significherebbe autorizzare questi comportamenti e soprattutto avallare forme di contiguità tra alcuni tifosi e segmenti della criminalità organizzata. Al calciatore del Napoli, soprattutto idolo per i bambini, consigliamo di non accettare una eventuale restituzione dell’orologio senza prima chiarire la vicenda in modo cristallino, altrimenti in un territorio già carente di riferimenti e di modelli positivi offriremmo l’ennesimo esempio di complicità con parti malate della società. La violenza negli stadi si combatte partendo proprio dall’interrompere ogni di tipo di rapporto con quelle frange di tifosi che hanno contatti con la malavita.”

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