Sabatini: "I giocatori non sono adatti al gioco di Zeman? Questa Roma l'ha scelta lui"

La seconda avventura di Zeman alla Roma si sta trasformando rapidamente in un grosso buco nell'acqua. Una parte della critica e dei tifosi ce l'ha con il boemo, mentre altri sono convinti che le colpe di questo inizio di stagione siano da attribuire alla dirigenza che non avrebbe allestito una squadra all'altezza per a 'rivivere' Zemanlandia nella capitale. Oggi il direttore sportivo Sabatini ha parlato ai microfoni di Roma Channel per fare un bilancio di questi primi tre mesi di campionato, rimarcando come tutta la campagna acquisti sia stata pensata in perfetta sintonia con il tecnico, ma anche per 'allontanare' il nome di Delio Rossi dalla panchina giallorossa:

"Non c'è stato un solo giocatore che non sia stato condiviso con Baldini, con Zeman o con la società generale. Non penso neanche che dal punto di vista tecnico sia vero che questi giocatori non siano adatti. Tutti questi calciatori possono giocare nel 4-3-3 di Zeman. Il suo nome (quello di Delio Rossi ndr) viene accostato a questa squadra perché abbiamo un tratto di storia comune tra Lazio e Palermo, ma non sarà l'allenatore della Roma. Non perché non sia un bravo tecnico, ma per le sue caratteristiche generali".

In sostanza il Ds ha voluto precisare che le responsabilità di questo iniziale flop sono da attribuire solo a Zeman ed alla squadra. Il posticipo di domenica sera con il Palermo si avvicina ed i giallorossi non potranno permettersi di perdere ancora punti preziosi. Zeman dovrà riuscire a scuotere una squadra (e di conseguenza una tifoseria) 'depressa' dai recenti risultati, ben diversi da quelli che si aspettavano ad inizio stagione gli appassionati del gioco del boemo.

Non sarà facile riuscire a ripartire, ma certamente le motivazioni non mancheranno. Questa seconda chiamata alla Roma è molto probabilmente l'ultima possibilità per Zeman di confrontarsi con il calcio di alto livello. Se dovesse concludersi con le dimissioni, o peggio ancora con un esonero, confermerebbe quello che pensano da sempre tutti i suoi detrattori, ovvero che non è il 'sistema calcio' ad impedirgli di lavorare al 'top', ma più semplicemente che il suo gioco potrà anche divertente, ma non sarà mai vincente.

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