Polveriera Chelsea: Scolari sbanda, Drogba sbotta

Le vicende del Chelsea sono sempre state da noi italiani seguite con particolare interesse, vuoi perché i Blues furono una delle prime squadre ad accogliere nostri connazionali (Vialli, Di Matteo, Zola) vuoi perché è un club incredibilmente ricco. Tuttavia in questo periodo c’è un motivo in più per tendere le orecchie verso ciò che succede


Le vicende del Chelsea sono sempre state da noi italiani seguite con particolare interesse, vuoi perché i Blues furono una delle prime squadre ad accogliere nostri connazionali (Vialli, Di Matteo, Zola) vuoi perché è un club incredibilmente ricco. Tuttavia in questo periodo c’è un motivo in più per tendere le orecchie verso ciò che succede a Stamford Bridge: i londinesi fra poco più di un mese incontreranno la Juve negli ottavi di Champions e l’atmosfera tempestosa che si respira non può che far piacere ai supporters bianconeri, già convinti di trovarsi di fronte lo spauracchio Drogba che, invece, probabilmente non vestirà più la maglia blu del Chelsea fin da subito.

E’ infatti rottura totale con il tecnico Felipe Scolari che per accontentare una prima donna (Anelka) scontenta l’altra, convinto com’è il brasiliano che i due non possano convivere. Così nella partita di coppa di stasera l’ivoriano non è stato neppure convocato, per la felicità del centravanti francese che pochi giorni fa aveva sbottato pesantemente col suo allenatore per le esclusioni appannaggio del collega (rifiutandosi di giocare esterno di centrocampo). Così Drogba sta già preparando le valige, unico intoppo per un suo addio prematuro l’ingaggio elevatissimo (12 milioni di euro all’anno) che frenano il Marsiglia, già pronto a (ri)accoglierlo.

Così alla finestra sta pure l’Inter, magari dalla prossima stagione, tesi avvalorata dal fatto che il giocatore e il club non hanno ancora rinnovato la fiducia reciproca e probabilmente mai lo faranno. Ma Scolari, di recente accusato dai “senatori” come Terry e Lampard per i suoi metodi di allenamento e per “coccolare” troppo Deco, è stufo un po’ di tutti e così anche lo stesso Deco e Ballack sono sul punto di rimanere un po’ fuori: “Se i giocatori che ho schierato fino ad ora non mi danno più garanzie ne proverò altri” aveva detto il brasiliano, che comunque asserisce di godere ancora della fiducia del presidente Abramovich.

Durante la conferenza stampa di ieri, l’ex ct di Brasile e Portogallo ha usato parole non banali, per non dire pesanti, circa la situazione sua e del Chelsea: “Sono una brava persona, ma non sono un pazzo e se mi chiedete se il Chelsea è pronto per vincere qualcosa, la risposta è no. Non siamo pronti per vincere un trofeo e lo sappiamo. Se mi mandano via? Avrò un altro lavoro da un’altra parte, forse domani stesso o magari fra uno o due anni. Mi piace il Chelsea e adoro Londra e la vita che faccio qui, la gente, persino la stampa. Ma se tornerò in Brasile, mi piacerà uguale, perché io amo la vita e lavoro duro ogni giorno“.

E su Drogba c’è andato giù pesante: “Gli ho dato 4-5 gare per dimostrarmi qualcosa quindi non si può davvero lamentare. D’altronde se uno non vuole stare qui è arrivato il momento che vada via. Finora non ci sono state offerte, ma se qualcuno vuole comprare il giocatore, venga qui e lo faccia“. Il copione è quello dell’anno scorso, quando uno stufato Mourinho si dimise per far posto al traghettatore Grant; quest’anno probabilmente non andrà così perché Scolari non molla, certo è che l’ambiente è fortemente destabilizzato nonostante il team sia ancora in lizza per tutti gli obiettivi stagionali. La Juve è avvisata, ma di certo fra 40 giorni a Stamford Bridge troverà un nugolo di campioni in balia di una crisi di nervi e di un allenatore che non sa più che pesci pigliare.