Luciano Moggi attacca da Porta a Porta: “Non c’era nessuno scandalo, gli scudetti andrebbero ridati alla Juve”

Un Luciano Moggi scatenato nella puntata, andata in onda ieri sera su Raiuno, di Porta a Porta. L’ex DG della Juventus, recentemente condannato nel processo Gea, ha scelto le poltroncine bianche di Bruno Vespa per tornare in tv e difendere il suo operato dopo che lo scandalo di Calciopoli l’ha estromesso dal mondo del calcio

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Un Luciano Moggi scatenato nella puntata, andata in onda ieri sera su Raiuno, di Porta a Porta. L’ex DG della Juventus, recentemente condannato nel processo Gea, ha scelto le poltroncine bianche di Bruno Vespa per tornare in tv e difendere il suo operato dopo che lo scandalo di Calciopoli l’ha estromesso dal mondo del calcio e trascinato in tribunale. Moggi è ringalluzzito dalla parziale vittoria al processo romano, la sua condanna è stata molto più mite di quella richiesta del Pm Palamara, l’accusa di associazione a delinquere è caduta e ora i suoi avvocati sembrano convinti di poter ottenere lo stesso anche nel Processo di Napoli, quello che si occuperà direttamente della controversa materia di Calciopoli.

Per farlo è disposto a mettere in campo tutti i mezzi che la giustizia gli mette a disposizione: nei giorni scorsi i suoi legali hanno chiesto di poter ascoltare 498 testimoni, praticamente tutti gli staff dirigenziali delle squadre di Serie A. La sua, oltre che un’autodifesa, è un vero e proprio attacco alle due squadre milanesi, l’Inter e il Milan:

Dal 2006, quando è venuto fuori lo scandalo nel calcio, sono successe più cose che dal 2000 al 2006. Se il complotto c’era prima, c’è anche adesso. Io penso che non ci fosse prima e che non ci sia ora. Non ci sono arbitri comprati, sentono il fascino della squadra e magari vedo che per questo danno qualche rigore, magari quando è inutile, sul 2-0, sul 3-0. Perchè vogliono diventare internazionali, ed è sufficiente che nella società ci sia un consigliere federale: nel Milan c’è, nell’Inter c’è. Vedo che queste due squadre possono fare a pari e dispari per i favori, no, non si chiamano così, gli errori involontari. Sì, capitava anche alla Juventus, sarebbe stupido negarlo, ma la Juventus queste cose non le cercava. Esisteva però l’aggravante della Juve: l’aggravante della Juve era che vinceva troppo. Per dieci anni abbiamo vinto tutto, e abbiamo vinto tutto avendo mezzi finanziari limitati.

Non nego che queste cose non capitassero anche alla Juve, ma non erano così evidenti, non erano come con l’Inter che ha segnato e vinto anche con cinque giocatori in fuorigioco a Siena. Parlando dei nerazzurri, devo dire che onesti è una parola complicata. Ricordo che sono stati condannati per lo scandalo dei passaporti. Ha pure patteggiato una pena sportiva nel 2007 per la questione di Recoba. E poi l’Inter era l’unica società che aveva un arbitro, Nucini, che andava pure in società. Era una cosa che doveva essere sanzionata dalla federazione ma non è stato così. Le mie bugie? Le dicevo quando lavoravo, perchè ero tra bugiardi. Ero intercettato e per quello dicevo le bugie.

Moggi non ha ancora digerito la sua defenestrazione dai vertici della società juventina e su come si sarebbe dovuta comportare la proprietà bianconera ha le idee chiare:

Bisognava difendere la Juve e non Moggi. Io oggi mi pento di aver dato le dimissioni. Non è assolutamente vero che Giraudo abbia preso le distanze da me. Ha scelto il rito abbreviato per motivi di lavoro. Tutto quello che è successo è una barzelletta: i due scudetti tolti spettavano alla Juve e andrebbero restituiti

L’ex DG bianconero va oltre e allude chiaramente al fatto che nello scorso campionato l’Inter venne protetta dagli arbitri per impedire alla Roma di completare la rimonta e superare i nerazzurri:

Non dico poi che le squadre milanesi non siano forti, ma… quando dico che l’anno scorso la Roma non ha vinto lo scudetto perchè non le è stato permesso, all’ultima giornata l’Inter stava perdendo con il Parma. La Roma aveva fatto una grande rimonta, avrebbe potuto vincere lo scudetto. La vedova Sensi qualche giorno fa ha detto: è vero, la Roma avrebbe potuto vincere il campionato ma non le è stato permesso: non lo dico io, l’ha detto la vedova Sensi.

Insomma, Moggi è convinto di poter “riscrivere” le verità acquisite su Calciopoli, passando attraverso quei processi che avrebbero dovuto definitivamente provare che era lui l’uomo nero del sistema corrotto che avrebbe condizionato il risultato del campionato di calcio.

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