Polemica "spensieratezza" con Marotta. Stramaccioni studia da Mourinho, fuori e dentro il campo

Foto Juventus - Inter 1-3
Serata magica per Andrea Stramaccioni. L'allenatore dell'Inter guida i nerazzurri lì dove nessuno era arrivato prima, vincere allo Juventus Stadium. Soltanto un'altra squadra c'era riuscita, il Milan in Coppa Italia, ma soltanto fino al 90' perché poi nei supplementari (necessari per determinare chi dovesse superare il turno) il gol di Vucinic determinò un tabellino diverso. Per gli juventini è un risultato molto doloroso, sono sicuro che ne trovereste a centinaia disposti (con il senno di poi) a perdere con una qualsiasi altra avversaria nelle precedenti partite piuttosto che vedere indelebilmente impresso negli almanacchi: "Prima sconfitta casalinga nel nuovo stadio 3 Novembre 2012, 1-3 per l'Inter".

Anche questo è il bello del calcio, la rivalità (sana) condita da sacrosanti sfottò. Dicevamo di Stramaccioni, beh, per lui è stata l'apoteosi. Vittoria da "Mourinho" e interviste da "Mourinho". Il tecnico a fine partite, evidentemente mal consigliato, se la prende con Beppe Marotta:

Ho cercato di preparare al meglio la partita, poi ho sentito alcune dichiarazioni evitabili dei dirigenti della partita su come ho messo la squadra in campo. Loro sono abituati così, parlare di spensieratezza tattica non lo trovo corretto. Abbiamo messo in difficoltà la squadra più forte d'Italia, vinto meritatamente e non parliamo di episodi. Meriteremmo più rispetto.

Foto Juventus - Inter 1-3

Foto Juventus - Inter 1-3
Foto Juventus - Inter 1-3
Foto Juventus - Inter 1-3
Foto Juventus - Inter 1-3

Motivo del contendere l'innocua intervista pre-partita del direttore generale della Juventus che aveva parlato, senza ironia, di una "spensieratezza tattica" dell'Inter che schierava le tre punte dimostrando convinzione nei propri mezzi. Nessuna ironia, anzi, la dimostrazione che la Juventus temeva (e faceva bene) l'avversario interista. Così dopo la gara anche Marotta è costretto a replicare:

Addirittura gli avevo fatto un complimento dicendo che dimostrava coraggio. Avevo fatto pure la premessa dicendo che si affrontavano due ottime squadre. Se poi si vuole fare polemica la si faccia pure, le parole sono chiare. Si cerca prima della gara di parlare con il sorriso sulle labbra, l'interpretazione era semplice, gli ho dato atto di merito di coraggio, lo sapevamo che la loro rosa è di alto livello, ritengo loro pretendenti al primo posto. Noi non eravamo al meglio.

Insomma, la strada è ancora lunga, ma i primi segnali di un giovane tecnico in grado di raccogliere l'eredità di José Mourinho ci sono tutti. Dentro il campo, ma anche davanti ai microfoni.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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