Ibrahimovic punzecchia Kakà: “Se il City mi facesse un’offerta faraonica… chiederei consigli a Dio”

“In questi giorni ho pregato molto per capire cosa dovevo fare, e da Dio mi è venuta un’indicazione. Dio mi ha detto: resta al Milan”, disse Kakà al Times qualche ora dopo il rifiuto all’offerta del Manchester City. Ieri, a domanda precisa dell’intervistatore di Sky su un eventuale offerta dello sceicco di Manchester, l’altro pezzo

di antonio



“In questi giorni ho pregato molto per capire cosa dovevo fare, e da Dio mi è venuta un’indicazione. Dio mi ha detto: resta al Milan”, disse Kakà al Times qualche ora dopo il rifiuto all’offerta del Manchester City. Ieri, a domanda precisa dell’intervistatore di Sky su un eventuale offerta dello sceicco di Manchester, l’altro pezzo da novanta della squadra milanese rivale, quel Zlatan Ibrahimovic dissacrante e a volte politicamente scorretto in campo, ha risposto così: “Come mi comporterei se dovesse venire a cercarmi il Manchester City? Non lo so, dovrei chiamare Dio per saperlo”.

Il campione svedese ha poi aggiunto: “Quando una cosa è concreta si può parlarne ma quando non lo è, non pensi a queste cose”. Il diavolo e l’acqua santa, oseremmo dire. Il brasiliano del Milan, definito l’atleta di Cristo per l’appartenenza religiosa spesso sfoggiata con una maglietta bianca indossata sotto la divisa ufficiale in cui afferma a chiare lettere di appartenere a Gesù, si è convertito alla fede evangelica dopo un caduta in piscina che ha rischiato di tenerlo lontano dai campi di gioco per tutta la vita.

La sua setta di riferimento è la Renascer, con sede in Brasile. Si era anche parlato di un possibile rifiuto al City dettato da una sorta di “incompatibilità religiosa” tra il musulmano sceicco Mansour e Kakà, tanto che sul sito degli evangelici spuntò questa frase: “Come Kakà saprà il Manchester appartiene a uno sceicco arabo, Mansour bin Zayed al Nahyan. Se andasse in porto l’affaire Kakà-Manchester City, il futuro pastore evangelico Kakà si ritroverebbe quindi volontariamente al soldo (anzi, ai soldi, e tanti) di un musulmano”.

La setta Renascer ha fatto però sapere di non aver avuto nessun ruolo nella decisione del giocatore, come ha sostenuto la portavoce Marli Goncalves:

“E’ stata una decisione personale di Kakà, nella quale non avremmo nessuna ragione per immischiarci, nè avremmo potuto. Kakà è un esempio mondiale, è un atleta maturo, ha una formazione morale impeccabile, assorbita dalla sua famiglia. Sa che può sempre contare sull’appoggio della Renascer e, illuminato com’è, saprà sempre qual è il suo miglior destino, ed è lui stesso che lo costruirà, senza interferenze”.

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