Juve, Marotta cerca di spegnere le polemiche: "Errori arbitrali si bilanciano a fine stagione"

Non c'è pace per la Juventus, al contempo beneficiaria e vittima degli errori arbitrali; l'attuale dirigenza bianconera paga i toni non propriamente bassi usati la scorsa stagione quando, a causa di numerose sviste dei fischietti, protestò non poco per il trattamento ricevuto, unitamente al fatto che una squadra con la storia della Vecchia Signora (e con un presente roseo infarcito di vittorie a raffica) non può lasciare indifferente i numerosissimi detrattori italiani che la aspettano sempre e comunque al varco. La sconfitta patita sabato scorso contro l'Inter è stata vissuta dai suoi "nemici" come una liberazione (dopo 49 risultati utili consecutivi), tanto più perché Tagliavento aveva convalidato un gol, quello dei bianconeri, viziato da un fuorigioco di Asamoah e perché Lichtsteiner non è stato espulso. Polemiche facili da cui è stato davvero difficile difendersi, anche se l'ad juventino Giuseppe Marotta non è tipo che si lascia intimorire:

"Diciamo che c'è una giusta e logica amarezza per aver perso una partita, poi dal presidente in giù siamo tutti uomini di sport e sappiamo convivere anche con delle serate negative. Al di là delle dinamiche che si sono susseguite nel corso dei novanta minuti abbiamo perso solo una partita. Errori arbitrali? Fanno parte del gioco, ci sono stati e ci saranno ancora. Innanzitutto però, bisogna escludere qualsiasi ipotesi di malafede sennò non saremmo neanche qui a parlare. Poi parlare di Juve significa parlare di una società che come tutte le altre squadre ha arbitraggi che magari portanno dei favori e altri al contrario, ma nel lungo periodo gli episodi a favore e a sfavore si bilanciano in qualche modo. Basti pensare che il Catania l'anno scorso ha avuto 11 errori a favore e noi solo 4. Riportando tutto sul bilancino vedrete che poi tutto si bilancia".

Questo il pensiero del dirigente della Juve espressa a La politica nel pallone su Gr Parlamento. Marotta parla anche del risentimento di Andrea Stramaccioni a cui proprio non è andato giù il sostantivo "spensieratezza":

"Non ne voglio più parlare perché lungi da me fare polemica, se poi Stramaccioni vuole farla faccia pure, per me la spensieratezza è una virtù e quindi era un apprezzamento per un giovane allenatore. Spensieratezza per il vocabolario Zingarelli che mi sono andato a riguardare, sebbene abbia fatto studi umanistici significa distensione e serenità. Quello che volevo dire io è che lui tra gli allenatori è quello nelle condizioni migliori per guidare una squadra, se poi sono stato frainteso rimango della mia opinione".

Oggi la Gazzetta dello Sport ha scritto di un accelerata della Juve per Llorente a gennaio (6-7 milioni per il suo cartellino in scadenza con l'Athletic Bilbao); per Marotta quella del top-player sta diventando un'ossessione:

"Di vero c'è che noi non stravolgeremo la nostra rosa quindi non possiamo fare proclami perché il top player oggi credo sia di difficile acquisizione non solo per la Juve ma per qualsiasi squadra italiana, nessuna squadra oggi può permettersi di spendere dai 30 ai 40 milioni se parliamo di top player vero. Anzi, c'è stato un esodo di giocatori dall'Italia verso l'estero e questo deve farci riflettere".

Una delle critiche mosse allo staff tecnico del club piemontese alla fine della sfida contro l'Inter è stata quella di non aver inserito in campo Paul Pogba, giocatore che a Torino si stanno coccolando:

"Credo che Pogba nasca da un lavoro certosino fatto da tutti noi alla ricerca dei talenti con le qualità per indossare la maglia della Juve, Pogba è un ragazzo classe '93 che ha queste caratteristiche. Non lo abbiamo sottratto al Manchester United, perché il giocatore andava comunque a scadenza di contratto, ne abbiamo parlato con il Manchester comunque e in un clima del tutto amichevole e di grande rispetto lo abbiamo tesserato. Poi che potesse far parte del match di sabato sera, questo compete all'allenatore, lui fa scelte molto oculate considerando lo stato di forma dei giocatori".

Chiosa finale su Conte e la sua assenza, ancora un mese e sarà di nuovo in panchina a dirigere la Juve da bordocampo:

"La sua mancanza si sente molto, pesa, e questo dimostra ancora di più come il cammino fatto dalla Juve dopo la sua squalifica sia valido. Avere una squadra senza il proprio allenatore, nonostante la bravura dei suoi assistenti, significa sottrarre forza alla squadra. Noi ciò nonostante abbiamo inanellato solo una sconfitta. La sua assenza l'abbiamo sentita, poi i suoi vice sono di primo livello, i giocatori sono forti, però non posso esimermi dal dire che la sua forza è rappresentata soprattutto dalla sua presenza a bordo campo".

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