Calciomercato: Alen Halilovic, il fenomeno croato già nel mirino di City e United

L'intrigo internazionale prosegue. Anzi, esplode in tutta la sua mescolanza di scout, emissari, personaggi equivoci, fax ufficiali e non, telefonate e dialoghi segreti. L'oggetto del contendere è l'astro nascente del calcio croato, o forse dell'intero calcio europeo, Alen Halilovic. Classe 1996, classe superiore. Questo è un dato oggettivo. Non ci vogliono talent-scout dall'occhio fine per capirlo.

Sedici anni appena compiuti, già chiacchieratissimo prima ancora dei recenti esordi con la maglia della prima squadra della Dinamo Zagabria, Halilovic ha di recente confermato di essere un calciatore potenzialmente di altissima categoria. Più di Modric, tanto per intenderci. Più di Boban. Più di un Prosinecki che resta il talento più cristallino della nazione post-disfacimento della Jugoslavia e il calciatore più amato della storia del calcio croato.

Qui siamo su un pianeta lontano, fatto di colpi di classe, modernità calcistica e tante, tantissime aspettative. Figlio d'arte di papà Jesap, centrocampista completo ma tutto sommato abbastanza banale già nazionale sia di Croazia che di Bosnia-Erzegovina, Alen Halilovic ha fatto la trafila nella Dinamo, club nel quale il padre conserva una panchina di settore giovanile e viene ritenuto uno dei tecnici di formazione più preparati.

Jesap non l'ha mai voluto allenare, il figliolo Alen. Fuoriclasse dalla nascita, era meglio evitare inutili gossip familiari. Non ne aveva proprio bisogno. E adesso, dopo le prime 3 presenze nel calcio adulto (1 gol, 1 assist e decine di giocate), i club che lo seguivano dormienti hanno scoccato tutti contemporaneamente l'operazione-Halilovic.

Impiegato a destra in queste prime apparizioni, il talentino slavo predilige partire in mezzo, essendo sostanzialmente un centrocampista offensivo con una naturale propensione al gol. Il primo, nella Serie A croata, è stato un tocco morbido sul portiere in uscita. Un po' Messi, un po' Pirlo, un po' Del Piero, un po' Cassano.

Perdonate i toni trionfalistici, ma chi si assicura questo giocatore (che dicono avere la testa a postissimo) si mette in tasca un profilo sulla carta nettamente superiore allo Jovetic di turno che alla sua età era già una grande promessa ma non mostrava ancora la sicurezza di giocate di Halilovic. Destro, sinistro, tocco corto, lancio lungo. Dribbling.

Ecco perché Real Madrid e Juventus, le prime a partire sul giocatore, oggi se la devono concretamente vedere anche con Manchester City e Manchester United. Sono tutti sondaggi reali. Le società “minori”, tanto per dire, neppur vanno citate. Se non l'Udinese che ci ha provato ma resta tagliata fuori perché questa volta non può contare sul fattore-tempo. Servono 7 milioni almeno. Deciderà il giocatore. Questa la certezza che trapela dagli ambienti di una Dinamo Zagabria arresa ma felice di fronte all'idea di aver lanciato un grandissimo campione.

  • shares
  • Mail