L'Argentina distrugge la Serbia: 6-0!

Carlos Tévez in gol con la Serbia
In attesa del vero Brasile (arriverà, arriverà… bastano uno o due cambi in formazione…) gli esteti e gli amanti del calcio possono godersi la sontuosa Argentina di Pekerman, che oggi ha fatto letteralmente a pezzetti una squadra, la Serbia – Montenegro (che finisce mestamente così la sua storia), apparsa piuttosto solida nella prima uscita contro l’Olanda e invece affondata senza troppi complimenti dalla Selección. Un Mondiale, dunque, che dopo la splendida prova delle furie rosse di Aragonés parla sempre più spagnolo e che soprattutto parla, finalmente, la lingua della tecnica e dello spettacolo.
Il commissario tecnico argentino si è attirato qualche critica (non tutte immotivate) per aver escluso dalle convocazioni molti giocatori e per sacrificarne altri in panchina sull’altare di Juan Roman Riquelme, il talentuoso trequartista del Villarreal cui ha affidato le chiavi della nazionale biancoceleste. Ma finora i fatti gli stanno dando ragione: Riquelme è il faro che illumina una manovra impreziosita dalla strepitosa tecnica individuale di attaccanti e centrocampisti argentini come Mascherano, Maxi Rodriguez e Cambiasso che si sdoppiano nella duplice veste di coprispalle di Riquelme e di incursori. Non a caso, i tre gol del primo tempo della gara di ieri si devono ad altrettante incursioni tempisticamente perfette dei centrocampisti di Pekerman, con la ciliegina dell’incantevole azione tutta di prima che ha portato Cambiasso al gol, appena entrato a riprendersi il posto ceduto a Gonzalez, presto costretto all’uscita per infortunio.

Nella ripresa, poi, è toccato agli attaccanti scatenarsi e, dopo il 4-0 di Crespo, Pekerman ha pensato bene di sciorinare tutto il potenziale offensivo di cui dispone: prima Carlito Tévez (al posto di Saviola), poi Leo Messi (al posto di Rodriguez) hanno fatto il loro esordio mondiale, disegnando un clamoroso 4-3-3 con Riquelme dietro tre punte che farebbe passare Zeman per un catenacciaro; il tutto, va detto, facilitato dall’espulsione di Kežman che ha lasciato la Serbia in dieci e allo sbando. Ma le due piccole pesti ci hanno messo poco a prendere confidenza con la gara e la competizione e si sono ben presto scambiati palloni e assist andando a firmare personalmente il 5-0 e il 6-0, lasciando intendere di cosa possa essere capace un’Argentina chiamata ad attaccare con tutte le sue bocche da fuoco.

Ora, per Pekerman, sarà sicuramente un problema lasciare ancora fuori i due giovani talenti e con ogni probabilità la gara con l’Olanda, ormai inutile se non per definire il primo posto, servirà per nuovi esperimenti che potrebbero prevedere davvero la presenza in campo contemporanea di Messi, Tévez e Crespo e a quel punto sarebbe Saviola a rischiare seriamente il posto. Insomma, un potenziale offensivo paragonabile a quello del Brasile, ma un equilibrio in campo, grazie ai tre mediani, di gran lunga superiore; un ventaglio di soluzioni offensive da togliere il sonno a qualsiasi allenatore e difensore avversario; resta da testare la capacità della difesa davanti a test più probanti rispetto agli attacchi di Costa d’Avorio e Serbia – Montenegro e da questo punto di vista il trio Robben – Van Nistelrooy – Van Persie sarà un buon banco di prova.
Poi resta il problema di se e come far convivere tanti talenti là davanti, ma quale allenatore non avrebbe voglia di affrontarlo?

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