C-A-V-A-N-I in 6 lettere, un attaccante senza precedenti

Le Foto di Napoli - Dnipro 4-2
Edinson Cavani ha ormai raggiunto uno status calcistico tutto suo, per lo meno in Italia. Temuto, rispettato, completo, irresistibile. Eppure uomo squadra, modello comportamentale, calciatore tecnicamente ultramoderno pur non dotato del regalo divino tipico dei fuoriclasse. Un attaccante sui generis, quindi. Diverso da Marco Van Basten, da Careca, da George Weah, da David Trezeguet, da Andriy Shevchenko.

Nuovo, praticamente senza precedenti in Serie A e, per impatto su squadra e risultati, paragonabile nel calcio del terzo millennio al solo Didier Drogba. Tutto ciò è perfettamente rappresentato nelle sei lettere del suo cognome, che diventa così il suo certificato calcistico definitivo in attesa del prossimo poker dopo quello servito in Europa League al Dnipro...

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CARISMA Quella capacità di aumentare il rendimento dei compagni di squadra, a catena. Per beneficiarne lui per primo, considerato oltretutto il ruolo di punta centrale che a Napoli svolge differentemente che nella nazionale uruguaiana. Un carisma mai urlato, mai plateale.

ASTUZIA Se segna in tutti modi, con costanza, contro chiunque, senza fermarsi a inutili autocompiacimenti accademici, un motivo ci sarà. E non sono i cosiddetti fondamentali. Certamente completo, aerobico, coordinato e veloce, Cavani ha fondamentalmente quella dote che, senza il resto delle caratteristiche dell'attaccante di Salto, avevano i Pippo Inzaghi e gli Abel Balbo: sa dove ci si deve mettere in area.

VITA DA ATLETA Aspetto centrale nella continua crescita del centravanti che fa le fortune del Napoli. Mazzarri non è esente da meriti, sotto questo profilo: la macchina da gol chiamata Cavani è frutto del lavoro del tecnico toscano, soprattutto nei movimenti che erano ancora acerbi ai tempi di Palermo. Mai un comportamento fuori dalle righe, dentro e fuori dal campo. Orari svizzeri di veglia e sonno. Feste e partecipazioni varie distillate con moderazione. Cura del dettaglio. Valori della famiglia. La vita perfetta del calciatore. Ciò che gli allenatori amano di più.

ANIMA Un termine che rende ancor più l'idea che il classico "cuore". Cavani non è solo passione e generosità sul rettangolo di gioco. E' qualcosa che va oltre: sacrificio mai fine a se stesso. Rincorre, incoraggia, lavora in concerto con la squadra senza mai staccare la spina e senza mai togliere gli occhi dal pallone. Livello di concentrazione al 100%, sempre. Con quella pulsione per il gol e il seguente abbraccio con la folla che lo rendono un idolo. Un idolo con un'anima grande così.

NAPOLI Sotto il Vesuvio ha tutto. A parte i grandissimi palcoscenici, dove per grandissimi si intende una delle Top 8 tra le società europee (e seguente ingaggio monstre oggi inferiore ai 4 milioni di euro). Trampolino di lancio o città della propria vita? Di certo, un rapporto solido e profondo. Come dimostrato in estate, quando dietro a una vecchia promessa di Delaurentiis avrebbe potuto forzare la mano per la Juventus o per il Chelsea. Avrebbe potuto, ma non ha voluto. Checché se ne dica.

INTEGRITA' Fisica e morale. La prima lo rende un vero highlander del calcio mondiale (le giocherebbe davvero tutte...) e tiene sempre molto elevato il livello del gioco offensivo azzurro. La vita da atleta aiuta e gli addetti ai lavori lo sanno: una vita regolare e regolata diminuisce percentualmente di moltissimo la possibilità di incorrere in infortuni. Il lato morale serve dentro lo spogliatoio, perché quella di Cavani a Napoli è una leadership basata sui fatti calcistici e umani e non su presunte qualità tecniche o capacità fuori dal comune.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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