La nuova vita di Andrea Masiello impegnata nel sociale: "Mi manca il calcio ma sto bene"

Una vita di sacrifici, cominciata sulle coste delle Versilia e decollata nell'austero rigore juventino; tappe ad Avellino, Siena e Genoa, per poi diventare una bandiera del Bari e cercare la consacrazione all'Atalanta: tutto pareva andare per il meglio per Andrea Masiello, classe '86 da Viareggio, una carriera da calciatore condita da più di 200 partite da professionista e 6 gol. L'anno passato però, eravamo a ridosso del Natale, per il difensore toscano cambia tutto: viene coinvolto nello scandalo calcioscommesse, invece di negare collabora con gli inquirenti e ad aprile viene arrestato. Un terremoto per lui e la sua famiglia. Non gli resta altro che patteggiare sia con la giustizia sportiva che con quella ordinaria, ora cerca di rinascere facendo volontariato.

Per costruire la sua nuova vita è partito riavvolgendo il nastro e tornando nella sua Viareggio, tuffandosi anima e corpo in un'associazione che si chiama, guarda caso, La Fenice, la quale si occupa dell'integrazione di ragazzi con un presente difficile. Giovedì ha anche preso parte a una partitella sui campi di Via Pecchi:

"In mezzo a questi ragazzi e nel quartiere del Varignano ho riscoperto certi valori. C’è lo spirito giusto: queste partite sono il massimo per divertirsi e dare un esempio a tutti i giovani che si avvicinano alla nostra associazione. Non solo, ogni martedì e giovedì gioco le partite con un gruppo di avvocati e professionisti versiliesi al campo delle Pianore di Capezzano: anche qui mi diverto un mondo fra amici veri".

Non può che essere entusiasta il presidente dell'associazione Emma Viviani:

"Quando abbiamo deciso di costruire il campo per farlo diventare un punto di aggregazione, e stato il primo a rimboccarsi le maniche. Prima era un terreno pieno di buche e rovi. Tutte le famiglie sono contente. Andrea ci ha dato una grande mano, e stato un trascinatore: per ogni lavoretto che abbiamo fatto, e stato anche un indispensabile consigliere. Insomma, un esempio per tutti: Andrea ci ha portato tutta la sua carica di vitalità, è stato di sprone per i giovani".

Di certo però non nasconde che in lui c'è una certa amarezza; gli manca il calcio ad alti livelli e non ha vissuto bene alcuni comportamenti di persone che prima si definivano amici. Masiello ci tiene a sottolineare che, in definitiva, non può essere considerato un mostro:

"Il calcio è la mia vita: ho 26 anni, ho sbagliato una volta, non sono un mostro. Non sbaglierò più anche se mi sono accorto che ci sono persone pronte a voltarti le spalle quando sei in disgrazia invece di esserti vicino per darti un aiuto o un consiglio. Il calcio professionistico mi manca molto, ma con i ragazzi dell’associazione La Fenice sto riscoprendo certi valori che prima non riuscivo a mettere a fuoco".

Foto © Getty Images - Tutti i diritti riservati

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