Alberto Malesani attende una chiamata: è pronto al subentro

Alberto Malesani ha il cellulare che squilla. Eccome. Nome poco gettonato dai giornali nella grande ridda di ipotesi per le eventuali sostituzioni di panchine quali Pescara, Bologna, Sampdoria e Roma, quello dell'ex allenatore del Genoa, veneto purosangue, è in realtà un profilo che interessa. Principalmente perché non è un tecnico che chiede garanzie eterne o indicibili promesse, oltre a non vincolare ingaggi robusti (come ad esempio fa Ballardini).

In più Malesani, piaccia o non piaccia, fa parte della categoria di tecnici del "io non ho paura", cioè fa parte di una minoranza sul panorama nostrano.

Chi c'è, in questa situazione nella quale vi sono già molti club che navigano a vista, dall'altra parte della cornetta? Di sicuro Zanzi, direttore generale del Bologna, che difenderà Pioli fin che potrà ma inevitabilmente prepara il terreno. Eppoi, un po' a sorpresa, la Sampdoria che non è più così convinta e contenta dell'alto profilo scelto da Sensibile che stette un mese dietro a Benitez per poi convincere Ferrara a lasciare la Under 21.

Forse serve andare per gradi, pensano i Garrone, i quali vivono ancora con terrore l'esperienza della Serie B.
Discorso a parte merita la Roma, che mai sceglierebbe l'allenatore cresciuto in grembo al Chievo, ma che allo stesso tempo (derby ennesimo crocevia) rischia di trovarsi di fronte all'impopolare e oltraggiosa scelta di piazza tra Zeman e De Rossi.

Una soluzione ponte non è la soluzione, però nessuno a Trigoria sarebbe disponibile a far da traghettatore. Neppure più Bruno Conti e papà De Rossi.

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