Zamparini non digerisce l'umiliazione nel derby e ordina il ritiro punitivo


Maurizio Zamparini non riesce proprio a mandarla giù la dura lezione di ieri pomeriggio. Perdere un derby non è mai piacevole soprattutto quando si parla di stracittadine storicamente sentitissime, se poi lo perdi in casa subendo un sonoro 0-4 allora e facile intuire come non ci si trovi di fronte ad una semplice sconfitta. Per capire l'entità dell'evento basta chiedere a Giovanni Tedesco, palermitano doc, che a fine partita non riusciva a smettere di piangere e a ripetere "è un incubo, non ci credo".

I tifosi che avevano riempito il Renzo Barbera fino all'orlo dopo il quarto gol hanno iniziato a contestare la squadra ammainando striscioni e vessilli e subissando i giocatori di fischi. La loro protesta, sempre pacifica, è continuata anche dopo il fischio finale dell'arbitro fino a quando il pullman della società ha lasciato l'impianto. Zamparini nel post partita ha severamente attaccato i suoi non risparmiando neanche l'allenatore, "Zenga batte Ballardini 4-0" è il suo laconico commento. Finito il tempo dei rimproveri, comincia quello delle punizioni con il Palermo che da oggi, al massimo da domani, sarà in ritiro in Toscana per preparare l'importante partita contro la Fiorentina.

Il presidente rosanero ha provato a spiegare le cause della figuraccia rimediata sul campo ieri pomeriggio: "La verità è che loro sono venuti a Palermo con un atteggiamento umile e hanno vinto la partita. Noi invece siamo stati presuntuosi e abbiamo pagato questa presunzione. Il calcio è cattivo perché giornate storte possono anche capitare, ma non doveva capitare in un derby così sentito dalla nostra tifoseria".

Zamparini non ha paura a parlare di crisi, quella che secondo lui sta attraversando il suo Palermo, ma non drammatizza. Un periodo no capita a tutte le squadre nell'arco di una stagione, niente di strano se in queste settimane tocchi alla sua, l'importante però è trarre degli insegnamenti da partite come quella di ieri. Questo è il suo auspicio con la speranza che una settimana di lavoro nella tranquilla toscana possa aiutare il gruppo a ritrovare se stesso per non ripetere in futuro gli stessi errori.

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