La crisi non risparmia nessuno: Berlusconi ordina tagli per il suo Milan


L'ordine tassativo per Adriano Galliani arriva dall'alto, direttamente dalla proprietà del Milan, ed è chiarissimo: tagliare i costi a partire dalla prossima stagione. Attualmente la società di Via Turati è al primo posto, insieme all'Inter, nella speciale classifica delle società italiane che spendono di più per gli stipendi. Attualmente dalle casse di Via Turati escono annualmente circa 120 milioni, spicciolo più spicciolo meno, dietro le milanesi c'è la Juventus con 115 e poi l'abisso con la Roma staccata di una cinquantina di milioni.

Ma dalla prossima stagione questi costi al Milan dovranno essere abbattuti fino ad arrivare ad un tetto di circa 80 milioni. Una riduzione di circa il 30% che gioco forza influirà sul futuro prossimo del club. A risentirne sarà prima di tutto il mercato, ad esempio la trattativa per il difensore del Liverpool, Dan Agger, per il momento è stata accantonata: in difesa Ancelotti, o chi gli succederà, dovrà accontentarsi di quello che c'è. Oltre a Thiago Silva e a qualcuno che potrà arrivare pescando dal mercato dei calciatori con il contratto prossimo alla scadenza, insomma tra quelli che costano un po' meno, non sono previsti investimenti eclatanti.

Ovviamente ci sarà da mettere le mani anche ai contratti di chi al Milan ci gioca già. La cosa più importante sarà eliminare alcune situazione a dir poco paradossali come ad esempio gli 8 milioni al lordo che incassa annualmente Dida. Ma non è solo il portiere brasiliano a guadagnare una cifra superiore al lecito, anche il connazionale Emerson, per essere un panchinaro, non se la passa male. Poi ci saranno da gestire i contratti in scadenza di giocatori non più giovanissimi, è il caso di Ambrosini o di Favalli, ma sembra difficile che il povero Galliani riesca a convincere tutti.

L'unico intoccabile è Kakà con i suoi 9 milioni netti all'anno, il brasiliano ha promesso di non chiedere ritocchi verso l'alto in futuro e questa è una buona notizia in tempi di crisi, ma chi può assicurare al Milan che nessuno si farà avanti con proposte indecenti sfruttando la nuova politica di austerità rossonera? Insomma non sarà facile, a Milanello queste voci riguardanti i tagli alla spesa già hanno cominciato a circolare e non pare siano state accolte con gioia.

Finito il tempo delle spese pazze al Milan non resta che puntare sui giovani cercando di andare a pescare calciatori interessanti da far crescere in casa senza che siano già affermati. Per ora Galliani e il suo staff devono lavorare sodo per mantenere l'ambiente tranquillo in modo da non lasciarsi sfuggire la qualificazione per la prossima Champions League, fallire l'obiettivo per il secondo anno consecutivo potrebbe significare, questa volta davvero, la fine di un epoca.

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