Valeri Bojinov: come rinascere cento volte


Cambiare aria non vuol dire esattamente rinascere, non sempre un mutamento (per quanto importante esso sia) prelude ad una nuova vita. Certo è che forse Valeri Bojinov ha una storia con pochi pari, un percorso esaltante ma con mille buche disseminate qua e là, fossi in cui il bulgaro è incappato più volte e spesso suo malgrado. Nato a Gorna Oryahovitsa, in Bulgaria, a 12 anni si trasferì a Malta col padre Pepa, quindi due anni più tardi Corvino lo portò a Lecce, per farlo studiare e giocare a pallone. In Salento maturò in fretta, bruciò le tappe e neanche 16enne divenne il più giovane giocatore della storia ad esordire in Serie A, roba di non poco conto. Quindi la Fiorentina e un esordio amaro coi colori viola: contro la Samp, a Marassi, espulso dopo pochi minuti. Ma seppe poi farsi perdonare.

Come un canguro che fa grandi salti, ecco la Juve nell'affare che portò Mutu in Toscana: va bene, è Serie B, ma il ragazzo a 20 anni sembra già una star del calcio, almeno in Italia. La squadra bianconera torna in A, ma non lo riscatta, così Eriksson chiede di lui e se lo porta al Manchester City, dove l'attaccante inizia subito alla grande, guadagnandosi fiducia e una maglia da titolare. In parallelo, la nazionale del suo paese se lo coccola, lui è un titolare di Penev e la mette dentro per 5 volte. Ma contro il Manchester United, nientepopodimenoche nel sentito derby mancuniano, a Bojinov succede l'imponderabile: il ginocchio fa crack, la stagione è a rischio.

Lui non demorde, diventa papà, a fine gennaio già si allena; ma Eriksson non vuole forzare i tempi, Bojinov si accontenta della squadra riserve, fa gol e a fine anno e ancora là, ai Citizens con cui vola anche in Asia per un tour estivo. Ricomincia la stagione, cambia l'allenatore, Mark Hughes non ci mette molto ad apprezzare il suo centravanti che nel pre-campionato ritorna a sfoderare prestazioni super: gol contro lo Stockport Couty e, più importante, rete della vittoria (favolosa) contro il Milan, sempre in amichevole. Così il 7 agosto guadagna una maglia da titolare nella prima partita di Premier contro l'Aston Villa, a Birmingham: nel riscaldamento sul prato del Villa Park sente un forte dolore dietro al piede, questa volta a fare crack è il tendine d'Achille.

In Inghilterra lo chiamano "il campione sfortunato", lui si morde le labbra e si rimbocca le maniche; intervento chirurgico, fisioterapia, piccoli passi agognando il ritorno. Nel City ecco gli arabi, Robinho e Bellamy, ma lui non dispera e ora, finalmente, la luce dopo tanto buio. A febbraio la prima partitella in allenamento, il 17 dello stesso mese prima partita con le riserve, addirittura un gol contro lo United sempre con la seconda squadra qualche giorno dopo. E il primo marzo il ritorno ufficiale: Upton Park, il Manchester City va a far visita al West Ham, all'89° Valeri sostituisce de Jong per tentare di rimontare lo 0-1 di Collison. Alla fine gli ospiti perderanno proprio 1-0, ma Bojinov è felice, e tutti lo sono per lui.

"Sono felice. Ho la grande opportunità di giocare nella Premier League ed il Manchester City è un club prestigioso" ha dichiarato ai microfoni dei giornalisti inglesi. Ma non è tutto, perché nella prossima partita potrebbe addirittura partire titolare, complice gli acciacchi di Bellamy e Robinho. E indovinate contro chi? L'Aston Villa, la squadra contro la quale doveva giocare 8 mesi fa ma non poté per quella maledetta rottura del tendine achilleo. Così Hughes sul suo giocatore: "Tecnicamente Valeri ha qualità che nessuno ha in questa squadra. Forse è troppo presto farlo giocare ma visti gli infortuni diventa un'opzione. Non so quanto potrà reggere, ma per quanto visto negli allenamenti, è un giocatore importante per noi". In bocca al lupo, di cuore.

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