Difese orribili: la giornata nera delle retroguardie di Milan e Roma

La migliore difesa è l'attacco: roba da manuale di guerra, non da patentino da allenatore a Coverciano. Perché se è vero che avere attaccanti capaci supportati da centrocampisti talentuosi può essere utile a fare qualche gol, nessuno può dissentire sul fatto che non si può prescindere da una linea difensiva (a 4 o a 3 che sia) affidabile, concentrata, capace di immolarsi, di non commettere falli stupidi, di saper soffrire quando il caso e di non cadere addormentata quando gli altri reparti provano il forcing finale. Insomma, la retroguardia perfetta non è di casa a Milanello né tanto meno a Trigoria, come dimostrato la giornata nerissima di Milan e Roma, tutte e due sconfitte questo pomeriggio con tre gol sul groppone per gentile concessione delle implacabili Fiorentina e Lazio.

Partiamo dai rossoneri e dalle parole di mister Allegri a fine partita: "Quello che mi fa arrabbiare è che abbiamo regalato due gol, è una cosa che non deve succedere. Dobbiamo migliorare quando difendiamo". Ed effettivamente i gol segnati dalla Fiorentina a San Siro hanno visto l'assoluta complicità dell'allegra difesa del Diavolo; Aquilani, autore del primo gol, si è trovato tutto solo in area di rigore e ha calciato indisturbato una palla vagante la cui corsa era cominciata dalle mani di Cuadrado (fallo laterale!), Borja Valero, poi, si è trovato di fronte ad Abbiati superando con contrasti alquanto molli gli impalpabili Montolivo e Mexes. "Non puoi trovarti sotto di due reti a fine primo tempo in una gara in cui di fatto non ci sono state occasioni" ha chiosa Allegri.

Che Zeman non fosse un allenatore tutto difesa e contropiede lo si sapeva, ma avere la peggior retroguardia del campionato dopo 12 giornate (e non avendo giocato a Cagliari) con 23 reti subite come Pescara e Chievo (fresche di goleade) non fa onore a un club ambizioso come la Roma. Contro la Lazio solito orrore: sul primo gol di Candreva clamorosa papera del portiere Goicoechea, sul raddoppio di Klose sconcerta l'immobilismo generale, da psicanalisi il regalo di Piris per il tris di Mauri. Nonostante tutto Zeman riesce a difendere (si perdoni la ripetizione) i suoi giocatori:

"Abbiamo perso la partita per errori sciocchi o per sfortuna. Perché tutti questi errori individuali, come quello di Piris? C'era tanta acqua, forse le luci non erano tutte accese, secondo noi comunque la punizione sul gol di Candreva non c'era. Goicoechea? Penso che sulla punizione di Candreva non ci fossero tutte le luci accese. Il gol di Klose? Credo che il nostro difensore fosse andato a coprire il tiro di Hernanes, che poi si è fermato su una pozzanghera".

Acqua e luci, sviste arbitrali e chi più ne ha più ne metta ("Prima della reazione De Rossi aveva subito fallo da Mauri, era rigore per noi!"): per il boemo lo scempio difensivo di questa Roma è da imputare a tutto tranne che all'inadeguatezza di certi giocatori in una squadra così importante. Contento lui.

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