I conti con il passato sono saldati, per la Juve è tempo di pensare al futuro


Sono passate quasi 48 ore dalla fine del sogno europeo della Juventus, spezzato da un gol di Essien allo scadere del primo tempo, quello che è venuto dopo conta poco perché è stato lì che si è intuito che la serata non sarebbe finita bene. Ma dietro questa eliminazione c'è molto di più della fine della corsa verso la Champions, è tempo per la Vecchia Signora di mettersi davanti allo specchio per capire cosa fare di sé nel prossimo futuro. La situazione non è assolutamente drammatica, anzi, considerando le tormentate vicende che l'hanno vista coinvolta in questi ultimi due anni si può sicuramente dire che poteva anche andare peggio.

Non è poco ritrovarsi a disputare gli ottavi di Champions League dopo aver assaggiato la Serie B, il ritorno in Europa dopo solo due anni di astinenza è cosa positiva checché ne possano dire tifosi e pseudoesperti del pallone italico. Ma ora in Corso Galileo Ferraris bisogna riflettere sul futuro, è importante capire bene quali saranno le strade da imboccare per tornare davvero grandi, in senso assoluto e non certo nel piccolo cortile del calcio tricolore. Servirà freddezza e forse un po' di cinismo, non bisognerà aver paura di prendere delle decisioni dure per il cuore ma salvifiche per il cervello.

Il riferimento va subito ai giocatori più validi, ma anche ormai avanti con l'età, presenti in rosa. Se Nedved ha annunciato il suo ritiro a fine stagione e ha lasciato il campo in lacrime vedendo volar via definitivamente il sogno di alzare al cielo la Coppa dei Campioni, restano persone come Del Piero, Trezeguet, Camoranesi, ottimi giocatori capaci ancora di fare la differenza, ma quanto e per quanto ancora? In questi ultimi due anni i "conti da saldare" sono stati il propellente per il ritorno a livelli più consoni ad una società gloriosa come quella bianconera ma è chiaro ormai che questi conti sono stati saldati, più o meno bene, ma ora è tempo di voltare pagina.

La Juventus ha incassato da questa Champions League ben 20 milioni di euro e la società ha fatto sapere di aver incrementato la disponibilità di liquidi per il prossimo mercato, ora bisognerà capire come spendere questi soldi. In questi mesi si sono fatti i nomi di grandi campioni come quello del brasiliano Diego, ma siamo sicuri che la Juve possa permettersi il lusso di ritoccare la rosa con un paio di acquisti di lusso come ai tempi di Moggi? La situazione è oggettivamente cambiata, i senatori non ne hanno più nelle gambe com'è normale che sia ed è tempo di varare un progetto di più ampio respiro, forse sarebbe meglio puntare su giovani meno costosi da valorizzare in casa.

Per fortuna fino ad oggi si è lavorato molto bene, alla società e a Claudio Ranieri vanno i meriti di aver saputo far crescere e valorizzare un buona nidiata di giovani che potranno essere il futuro di questa squadra. Chiellini e Molinaro hanno fatto passi da gigante, gli vanno perdonati a volte degli errori veniali, ma hanno dimostrato che su di loro si può fare affidamento. Insieme a loro ci sono i piccoli bianconeri che sono diventati grandi come Giovinco, Marchisio, De Ceglie e, ultimo solo in ordine cronologico, Ariaudo. Non dimenticando Sissoko, che in fondo ha soli 24 anni, e a tutti quei ragazzini che stanno dimostrando con la primavera le loro ottime credenziali. Insomma, le basi ci sono e sono solidissime, a Torino la situazione è molto meno grigia che altrove, il pensiero va, ad esempio, al rebus Milan.

Questi giovani sono il futuro ma è ora che il club lo faccia capire con decisione, se in estate arriverà un Diego dovrà sapere di dover giocare al fianco di Giovinco, dovrà dialogare con Marchisio, non è tempo più di sbandierare i vecchi vessilli, la riconoscenza nei loro confronti è dovuta e potranno comunque ancora essere importanti nella transizione. Fra due anni la Juve avrà uno stadio di proprietà, se in questo lasso di tempo riuscirà a portare a termine il ricambio generazionale potrà trovarsi a guardare dritto negli occhi di giganti come il Barcellona o il Manchester United, se mancherà questo tipo di programmazione resterà sempre inferiore.

Il calcio non si gioca più soltanto sul campo, il Milan ha insegnato che i successi, meritati ma estemporanei, da soli non bastano a rendere grande una società in questo sport che si fa sempre più globale. Per essere grandi ora bisogna esserlo in tutti gli ambiti e per questo serve la programmazione, la Juve è certamente sulla buona strada, può contare su alcuni progetti ben avviati e su un marchio forte e amato nei quattro angoli del globo. Ma oggi, adesso, serve l'ultimo sforzo per riuscire finalmente a salire di livello, i risultati saranno un'ovvia conseguenza di questa maturazione.

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