Ranieri a muso duro su Trezeguet: "E' un bambino viziato"


Non succedeva da tempo, oggi l'oasi felice juventina è un po' meno verde: scoppia infatti il caso Trezeguet, a seguito della conferenza stampa pre-Bologna tenuta dall'allenatore della Juve Claudio Ranieri. I fatti sono facili da ricostruire: il bomber francese fu sostituito durante la gara col Chelsea, sul punteggio di 2-1, per far posto ad Amauri. Già sul volto di David si lesse l'amarezza per dover abbandonare il campo, poi a fine partita espresse anche a parole la delusione per quella sostituzione che non s'aspettava. Fin qui tutto plausibile, ma ieri Trezeguet ha rilasciato un'intervista al giornale francese L'Equipe dove è tornato a parlare della vicenda.

"Non ho capito il cambio con Amauri. Sono deluso. Vincevamo 2-1, dovevamo soltanto segnare un gol per passare ai quarti. Forse bisognava cambiare qualcosa tatticamente e mettere un attaccante in più per forzare. L'allenatore non ha voluto. Peccato per me e per la squadra. Adesso, staremo a vedere per l'anno prossimo..." le parole non proprio sibilline del franco-argentino, dichiarazioni che non sono andate giù a Ranieri tanto che domani Trezeguet non sarà della partita, ufficialmente perché ha un affaticamento muscolare, praticamente perché sarebbe in punizione. Così Ranieri sul suo giocatore:

"Mi ha dato molto fastidio quello che ha detto Trezeguet, sono parole da bambino viziato. Queste cose vanno dette nello spogliatoio. Stavamo giocando in 9 contro 11, lui ha toccato 6 palloni nel primo tempo e 6 nel secondo. Speravo avesse preso fiducia con il gol fortunoso a Palermo. Mi sembra di avere la massima considerazione per Trezeguet, evidentemente lui non ce l'ha nei miei confronti. Non ho parlato con lui: se si esprime attraverso i giornali, io gli rispondo attraverso i giornali. Se mi sento tradito? Un pochino sì: dall'uomo, non dal giocatore. Quest'anno è stato fermo 4 mesi, quando è tornato in condizione l'ho impiegato: più di così, un allenatore non può fare. Addio in vista? Per noi lui resta un giocatore importante. Non resto fermo nelle mie posizioni, io faccio gli interessi della squadra, ma devo capire chi è con me e chi non lo è in questo progetto. E non so cosa voglia fare lui. Ha sbagliato, punto e basta".

Forse un po' eccessivo, forse un pelino fuori luogo, fatto sta che a vederla dal punto di vista del tecnico romano un po' di ragione ce l'ha. Getta acqua sul fuoco Antonio Caliendo, manager del giocatore: "Si chiarirà tutto. Non mi è sembrato così scandaloso quello che Trezeguet ha detto. Le sue parole non sono state un attacco all'allenatore, erano più dettate dall'arrabbiatura per l'eliminazione e per non aver potuto dare se stesso fino all'ultimo minuto di gioco. Ranieri? Logicamente Ranieri doveva difendere la sua posizione. Ma non vedo rotture a fine stagione. Trezeguet ha sempre dimostrato in tutti questi anni, nonostante le numerose richieste che ha sempre avuto anche all'ultimo momento, di voler restare a Torino firmando per la Juve. Ha dedicato tutta la sua vita professionale alla Juve. Non vedo altri gesti di fedeltà. Qualsiasi cosa poi si è sempre chiarita con la dirigenza. Se c'è da chiarire qualcosa si chiarirà".

A sentir lui dunque il futuro di Tre-ze-gol è ancora a Torino, ma vista l'età del giocatore e la sua non più smagliantissima forma non sarebbe scandaloso se venisse ceduto a fine anno. Intanto la Juve ha raggiunto quota 60 infortuni, un record negativo che mai nessuno aveva visto: due giocatori che quest'anno non avevano mai avuto problemi si sono fermati, e cioè Manninger e Amauri, entrambi per problemi muscolari che li terranno lontani dal campo per un mesetto. Una grande, grandissima standing-ovation dunque per Cristian Molinaro, Sebastian Giovinco e Olof Mellberg, gli unici giocatori della rosa bianconera a non aver avuto nessun tipo di problema nel corso della stagione.

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