Davide Santon: è nata una stella in casa Inter


Ormai non è più una sorpresa, il "Bambino" dell'Inter (così lo chiama affettuosamente Mourinho) Davide Santon è diventato in meno di tre mesi da una scommessa e una prospettiva futuro un titolare inamovibile dell'Inter, la squadra in testa al campionato di Serie A. La società voleva mandarlo in giro per fargli fare esperienza e garantirgli un buon minutaggio, il tecnico portoghese dei nerazzurri ha vietato che ciò accadesse: nato laterale alto di destra, Mourinho aveva subito indicato che per lui Santon era la prima alternativa a Maicon. Tuttavia quando manca il brasiliano col Cagliari, è Zanetti a sostituirlo nel ruolo di terzino destro; la batosta di Bergamo contro l'Atalanta, con conseguente bocciatura di Maxwell, partorisce un esperimento: va bene che Santon è un destro naturale, ma se lo spostassi a sinistra?

Detto fatto: inizia a giocare da titolare contro la Sampdoria e da allora non s'è più smosso da quella fascia. Ferrarese nato i primi giorni del 1991, il ragazzo è stato accostato a due miti come Facchetti e Maldini: "E’ un grandissimo onore, ma io so­no Davide Santon. Non mi devo montare la testa. Anche Mourinho dice cose molto belle su di me. Ma forse esagera perché in fondo ho ap­pena iniziato" ha detto con umiltà il terzino che fa della sicurezza e dell'eleganza, nonostante la giovanissima età, le sue armi migliori. Oltre a gran corsa e a un più che accettabile cross, non peccando in fase difensiva quando si tratta di fermare le sortite avversarie: Cristiano Ronaldo ne sa qualcosa.

"E’ il mio idolo anche perché facevo l’ala fino all’inizio dell’anno scorso, quando sono stato arretrato a terzi­no. A fine partita sono andato da lui per scambiare la maglietta" ha detto Santon dell'attuale Pallone d'Oro; contro il Manchester United, nonostante l'eliminazione dell'Inter, i tifosi dei nerazzurri hanno potuto ammirare le prestazioni del loro "bambino", calatosi nel palcoscenico internazionale con la stessa fredda calma che lo contraddistingue quando scende in campo. Ma Santon è anche un ragazzo con la testa sulle spalle, ed è così che consiglia l'amico Balotelli: "Mario cerca sempre di farsi rispet­tare. E fa bene. Ma io gli dico sem­pre di non strafare. Perché poi la gente lo giudica male e i tifosi avver­sari lo prendono di mira".

No, Santon non è un giocatore falloso, anche se forse domenica scorsa andava espulso per il fallo molto brutto riservato a Comotto: "L’arbitro mi ha un po’ graziato am­monendomi e basta. Non è stato un intervento molto pulito. Infatti, Or­sato mi ha detto di stare calmo" ha commentato, anche se verso la fine della partita ha sfiorato anche un gran gol su assisti di Ibrahimovic: "E’ stato un peccato, ma sono arri­vato stanchissimo davanti a Frey dopo una volata di 50 metri. E’ sta­ta una bella azione e Ibra mi ha da­to una grande palla". Niente da dire, Santon se rimane concentrato e con la testa sulle spalle avrà una fulgida carriera.

E lo sa Marcello Lippi che ha già parlato di lui e che lo tiene d'occhio; ma lui sogna a piccoli passi, gradino per volta: "Mi hanno fatto piacere i compli­menti di Lippi, ma adesso spero so­prattutto in una chiamata di Casi­raghi per l’Under 21. E penso so­prattutto a migliorare. Ogni partita che passa, sento più fiducia nei miei mezzi. Ora devo imparare a crossa­re di sinistro" a chiosato Davide. L'Inter se lo terrà stretto, e non che può far piacere aver scovato simile talento per una squadra accusata di avere in rosa solo stranieri; ma è l'Italia intera a dover essere felice perché Santon potrà diventare il terzino sinistro della Nazionale per molti molti anni.

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