Napoli - Milan, ancora un appello per Allegri mentre Berlusconi pensa (anche) a Benitez

Dell'incontro Berlusconi-Galliani, l'ennesimo, si conosce l'esito più concreto: Allegri resta, ma non si sa ancora per quanto. Mente a proposito Tassotti, che ha già detto due volte no alla conduzione del Milan da primo allenatore (la sua idea è restare ancora a lungo nello staff tecnico e non rischiare di trovarsi fuori dai quadri societari, un po' come Beppe Baresi fa con l'Inter). Ma di allenatori si è parlato eccome, più che di giocatori: il presidente infatti sui singoli in entrata si pronuncia soltanto quando in ballo c'è roba grossa. Alla Cristiano Ronaldo, tanto per intendersi.

Si è parlato di Guardiola, ovviamente. Prendendo atto delle lungaggini che comporta la trattativa con il tecnico più richiesto e ambito al mondo, oltre che del riassetto tecnico che andrebbe di conseguenza. Il tutto, fa troppo. Sotto tutti i punti di vista. Lo stesso Ancelotti è stato chiacchierato, ma Monsieur Carlò sta bene dov'è e l'opera è appena iniziata. Spalletti giusto un accenno, ma per Berlusconi non sarebbe la strada seguire. Piuttosto, Roberto Mancini.

Nome che affascina, ma che non fa prudere le mani dei vertici di via Turati. Chi invece si mette in pole-position, stando nel novero degli allenatori di garanzia ed esperienza e quindi escludendo al momento una scelta "azzardo" che in tempi lontani ha fatto la fortuna del Milan (vedi Sacchi, vedi Capello, vedi Ancelotti tesserato a stagione in corso da eterno perdente...), è Rafa Benitez.

Il tecnico madrileno vuole ripartire dall'alto: no a Sampdoria e Valencia in estate. Il messaggio è chiaro. Il sogno è Liverpool che è ancora in piena crisi di risultati nonostante l'addio a Dalglish. La realtà è una rivincita clamorosa in quel di Milano, dopo che l'Inter lo ha scaricato senza neppure vederne i risultati a medio termine (ma i trofei, quelli sì).

Piace perché "ancelottiano", razionale, dialogatore e leader di gruppo. Il Milan è da rifondare ma ci vogliono mani esperte. Benitez direbbe sì, il Milan questo già lo sa, senza sparare cifre impossibili per il calcio italiano. Insomma, da qui a giugno con Allegri ne vedremo ancora delle belle, ma in ogni caso il lavoro rossonero che sa tanto di riprogrammazione con nuovo tasto reset procede a vele spiegate.

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