Spagna agli ottavi, Ucraina e Svizzera quasi


Alla fine ce la fa anche la Spagna e si qualifica per gli ottavi di finale con una giornata di anticipo: i ragazzi di Aragones soffrono più del dovuto contro la Tunisia di Lamerre ma poi con uno scatto nel finale riescono ad aggiustare una partita che pareva essersi messa sui binari sbagliati. Insieme alle furie rosse dovrebbero qualificarsi anche gli ucraini di Shevchenko che battono nettamente i sauditi con una goleada che mette a posto anche la differenza reti. A completare il quadro delle vittorie "europee" ci pensa poi la Svizzera che supera con un rotondo 2-0 il Togo, squadra quest'ultima che comunque ha ben figurato.

A Dortmund alle 15 gli elvetici avevano un solo obiettivo: vincere, possibilmente con due gol di scarto ed è per questo motivo che la squadra allenata da Khun non ci mette troppo tempo ad entrare in partita e mettere alle corde i togolesi. Questi, dal canto loro, rispondono con un palleggio discreto e una abnegazione lodevole; tuttavia dopo appena 16 minuti l'attaccante principe dei rossocrociati, ossia Frei, batte da due passi Agassa e spiana la strada alla sua squadra. I tanti tifosi svizzeri a questo punto sperano in una goleada o qualcosa di simile ma a sorpresa il Togo imbastisce una buona reazione e più volte sfiora il pareggio (e non le viene concesso un rigore per fallo su Adebayor). Nella ripresa le redini del gioco le prende di nuovo la Svizzera che non riuscendo a chiudere il match consente agli africani di crederci ancora: i ragazzi di Otto Pfister si fanno però trovare impreparati a un minuto dalla fine dei tempi regolamentari quando il neo-entrato Lustrinelli da una pallone perfetto a Barnetta che carica il tiro e sferra un preciso diagonale che incoccia prima il palo, quindi si deposita in rete. E' festa svizzera sugli spalti, ora la differenza reti da ragione agli elvetici che si portano al primo posto nel girone F; il Togo non è ancora matematicamente fuori ma l'impressione è che se avessero pensato a giocare a calcio anziché minacciare scioperi (tra l'altro forse legittimi) avrebbero pure potuto sorprendere tutti.

Ad Amburgo alle 18 l'Ucraina di Blokhin, dopo lo scivolone clamoroso contro la Spagna, si presenta sul terreno di gioco affamata di vittorie e così non può che mettere fin da subito alle corde la molle Arabia Saudita, un fantasma in confronto a quella volenterosa ed organizzata vista contro la Tunisia. Che sarebbe stata vittoria facile lo si è intuito fin dalle prime battute di gioco quando Rusol, su un perfetto calcio d'angolo battuto da Kalinichenko, ha messo dentro con una parte non ben identificata del corpo: è stato il primo gol in un mondiale per la nazionale ucraina. I gialli però non placano le loro scorribande offensive e trovano il meritato 2-0 grazie al redivivo Rebrov, ex gemello del gol con Sheva alla Dinamo Kiev, che con una sventola da fuori trova impreparato Zaid. Il the caldo non scuote gli arabi che scendono in campo nella ripresa nello stesso e identico modo in cui ne erano usciti: passano due minuti e Shevchenko si libera della marcatura di Al Montashari e insacca di testa per il 3-0. La partita tuttavia non è ancora finita e dopo la girandola delle sostiuzioni Kalinichenko corona una partita a dir poco perfetta col meritato gol, siglato a porta vuota su assist proprio dell'ormai ex giocatore del Milan. Il passaggio del turno per l'Ucraina è cosa fatta, l'Arabia Saudita delude.

Infine la partita di Stoccarda giocata alle 21 sotto una pioggia inusuale. Le furie rosse, ancora prive di Raul e Fabregas, partono forte ma vengono gelate dal gol di Mnari, talentuoso centrocampista del Norimberga, che si incunea nella difesa iberica e batte Casillas dopo una splendida parata, sempre su suo tiro, dello stesso. Gli spagnoli si riversano in attacco ma i nordafricani chiudono bene tutti gli spazi e quando non ci arriva il quarantenne Boumnijel ci pensa Ayari a salvare i suoi con un respinta sulla linea. Villa e Torres appaiono vivi ma un po' spuntati, Xavi e Alonso tentano di sfondare per vie centrali ma alle fine dei 45 minuti il risultato non cambia e i tunisini vanno a riposare con un vantaggio tutto sommato meritato, se non altro per la stoica difesa. Nella ripresa il leit motiv è lo stesso, ma gli spagnoli appaiono più stanchi e lo dimostrano i numerosi tiri da fuori di Pernia. Fino a che entrano i tre esclusi eccellenti: Raul, Fabregas e Joaquim. Il capitano del Real Madrid, pur giocando da centrocampista, si fa trovare pronto 73' quando sfrutta una corta respinta del portiere tunisino e sigla il gol del pareggio. Ancor più pronto si fa trovare Fabregas che lancia Torres sul filo del fuorigioco e che assiste dunque al gol dell'attaccante dell'Atletico Madrid, abile a scartare il portiere e depositare il pallone in una porta sguarnita. A questo punto la Spagna fa melina e all'ultimo minuto arrotonda il risultato grazie a un rigore sacrosanto per una trattenuta ancora su Torres: proprio il gioiellino iberico non si fa pregare e sigla il gol che lo mette in testa nella classifica marcatori del mondiale con 3 gol. La Spagna va, la Tunisia dovrà vincere contro l'Ucraina.

  • shares
  • Mail