Eto’o come Zoro. Abbandona il campo

Non per infortunio, non per scelta tecnica ma per insulti razzisti. E’ successo durante la partita Real Saragozza-Barcellona, vinta dai blaugrana per 2 a 0. Eto’o, da sempre bersaglio di insulti e fischi, in passato aveva reagito goliardicamente, deridendo chi lo offendeva e festeggiando oltremisura i gol realizzati in trasferta. Stavolta al 78esimo minuto non

Non per infortunio, non per scelta tecnica ma per insulti razzisti. E’ successo durante la partita Real Saragozza-Barcellona, vinta dai blaugrana per 2 a 0. Eto’o, da sempre bersaglio di insulti e fischi, in passato aveva reagito goliardicamente, deridendo chi lo offendeva e festeggiando oltremisura i gol realizzati in trasferta.
Stavolta al 78esimo minuto non ha resisto, ha urlato “Me Voy” e si è avviato negli spogliatoi. Solo le parole di Ronaldinho sono riuscite a placare la rabbia del Camerunense che, controvoglia, è tornato in campo. L’arbitro poi ha sospeso momentaneamente la gara per chiedere ai dirigenti della squadra di casa di calamare i bollenti spiriti dei tifosi.

Non voglio fare retorica ma il problema (come sempre) sono le sanzioni, mai dure abbastanza per stroncare queste iniziative. Lo scorso anno i tifosi del Saragozza furono multati solamente di 600 euro per gli stessi insulti (sempre contro Eto’o). E’ logico che finchè non si incomincerà a prendere di mira i singoli, con sanzioni pecuniarie e diffide, la situazione non cambierà.

In Inghilterra non ci sono nemmeno più le barriere, possibile che non si riesca ad ottenere lo stesso risultato altrove (tranne l’esperimento di Udine)?