Drogba, Anelka e ora anche Lippi: 2013 fuga dalla Cina?

Diciamolo subito: non è per nulla una questione di soldi. I cinesi pagano eccome, regolarmente e lautamente. C'è dunque qualcos'altro dietro le enigmatiche e amletiche valutazioni in corso d'opera da parte dei 3 protagonisti più in vista, anche mediaticamente, del rampante campionato orientale. Questione d'immagine (che vuol dire anche soldi), di stimoli, di competitività e soprattutto questione di sirene che ti possono rimettere in circolo ad alti livelli.

Didier Drogba, Nicolas Anelka e Marcello Lippi sono dunque sulla stessa barca. Inondati di chiamate europee, nonostante che da calciatori i primi due e da allenatore l'ultimo fossero dati sostanzialmente per finiti. D'altronde, anche il clamoroso caso di Drogba, vincitore da mattatore unico dell'ultima Champions League, deve far riflettere: hanno pensato a lui Barcellona e Juventus, e non è bastato. E dietro c'è anche una questione psicologica: un contratto annuale non è un atto di fiducia. E' piuttosto una stretta esigenza, e Drogba non è che ne avesse particolare bisogno.

Ora Didier di rimette ufficiosamente sul mercato, e lo fa proprio nei giorni in cui segna ancora con la nazionale della Costa d'Avorio in amichevole in casa dell'Austria. Dunque, Drogba è in Europa. Ha dato mandato, dicono. Quel che si sa, è che le sue due città preferite in assoluto sono Londra e Milano. Tutto ciò non fa accapponare la pelle ad Abramovich (che vuole uno tra Falcao e Cavani senza tante discussioni) ma non mette neppure fuori gioco l'eventuale ipotesi Juventus rilanciata ancora dai media italiani.

Per quanto riguarda Anelka, il caso è più sorprendente, per certi versi. E' stato praticamente il pioniere in terra cinese, ha elogiato Drogba per la scelta, eppure di fronte alle avance robuste del Queens Park Rangers e al sondaggio del Liverpool si è detto interessatissimo. Nostalgia, verrebbe da pensare. Oppure vale per sempre il motto: anche le novità esotiche dopo un po' stufano. Insomma, esiste una possibilità non remota che sia Anelka il primo a far le valige non appena si apriranno i cancelli del calciomercato di gennaio.

Il caso Lippi è ancora diverso. Ha vinto lo scudetto, ha fallito per poco l'assalto alla finalissima della Champions asiatica. Lui, forse, si sente davvero troppo lontano. Dalla famiglia e dal calcio che conta, nonostante si sia attorniato di fedelissimi italiani tra i quali Rampulla e Ceravolo. Chiaro che se chiamasse il Milan, o anche solo il Napoli, il pensiero diventerebbe realtà. Meglio ancora se da direttore tecnico o seguendo il nuovo forzatissimo ma vincente modello-Conte (allenatore in tribuna, uomo di fiducia in panchina).

In quest'ultimo caso il cavallo buono potrebbe essere un allenatore tornato a far parlar di sé come Eusebio Di Francesco che accetterebbe di buona lena. Tutti sanno, oltretutto, che il Marcello Mondiale ha sempre stimato Ferguson, cioé uno che agli allenamenti sul campo presenzia sì e no due volte alla settimana...

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