City, Mancini con la maschera del vice: "Volete me o Platt?" (Video)

Ironia o polemica? Di sicuro non sono mancate le risate nella sala stampa del Manchester City quando questo pomeriggio Roberto Mancini si è presentato di fronte ai giornalisti mascherato da... David Platt. Alla vigilia della partita dell'Etihad Stadium contro l'Aston Villa, il tecnico marchigiano ha finalmente accontentato la stampa britannica, dopo i forfait delle ultime settimane quando di fronte ai microfoni si era presentato il suo vice, l'ex centrocampista di Samp, Bari e Juve David Platt: "Volete me o lui?" l'esordio del manager dei Citizens, che ha così stemperato con una battuta, anche se un po' velenosa, le polemiche delle ultime settimane.

La verità è che la panchina del Mancio, nonostante l'imbattibilità in campionato (ma il pessimo cammino in Chamipions, seppur in un girone di fuoco), è traballante e la stampa inglese non manca di pungolarlo sempre su questi argomenti: "Voi parlate di tutto, ma poi ci sono solo 3-4 domande sulla partita che invece sarebbe più importante. Queste voci non mi creano alcun problema, ci sono abituato, ma non capisco il motivo" ha spiegato Mancini, di nuovo serio. Inevitabili le domande su Balotelli, escluso nella scorsa partita: "Mario non ha giocato per mia scelta, non c'è stata nessuna punizione. E come tutti gli altri, mi piace come mi piacciono tutti gli altri giocatori. Se qualcuno non si allena bene non scende in campo. Vale per tutti".

Spulciando il web l'impressione è che Mancini non sia poi così amato tra i tifosi del Manchester City: questa sua ultima uscita è stata vista come una gag di un uomo senza dubbio simpatico, ma che "rimane un allenatore mediocre". Che i Citizens non giochino il miglior calcio d'Europa non ci piove, è pur vero che le voci insistenti (ma in Inghilterra bisogna applicare una tara sacrosanta) di un suo possibile sostituto appaiono ingenerose nei confronti di un allenatore che ha riportato nella Manchester operaia due titoli dopo anni di bastonate (Fa Cup e, soprattutto, la Premier League dopo 35 anni di astinenza). Che questo gesto, seppur simbolico, sia servito a raccogliere un po' di quei consensi che ha perduto negli anni?

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