Aggressione a Galliani: e se non fossero stati tifosi del Napoli?


La notizia dell'aggressione subita da Adriano Galliani in seguito alla partita Napoli - Milan all'uscita dallo stadio San Paolo ha chiaramente avuto una grossa risonanza negli ultimi giorni. La versione riportata da tutti i mezzi di informazione, calcioblog compreso, parlava dell'accerchiamento della berlina che trasportava il dirigente verso l'aeroporto Capodichino dopo il fischio finale da parte di un gruppo composto da una cinquantina di tifosi partenopei infuriati per la condotta arbitrale. L'episodio increscioso ha fatto rimediare a Galliani le scuse ufficiali sia dalla società azzurra che dal sindaco di Napoli Iervolino.

In queste ore però sta venendo alla luce un'altra verità che in qualche modo risulta essere anche più inquietante. Pare infatti che il gruppo di facinorosi non fosse composto da tifosi del Napoli bensì da sostenitori dello stesso Milan. La voce è iniziata a circolare proprio in casa rossonera e la Digos della città campana non ha smentito. Nessun responsabile è stato fermato ma Galliani nelle sue dichiarazioni non ha mai specificato la fede dei balordi in questione che per l'occasione non indossavano sciarpe o segni di riconoscimento di sorta. Il sospetto è che si sia trattato di una vera è propria spedizione organizzata per lanciare un messaggio alla società di Via Turati, i protagonisti sarebbero gli stessi dell'invasione negli studi di Controcampo.

La causa scatenante la rabbia di questi pseudo tifosi non sarebbe tanto la prestazione di domenica sera quanto piuttosto le dichiarazione dello stesso Galliani che nel corso della settimana scorsa aveva preannunciato tempi di magra per le casse del Milan, pare infatti che nel corso dell'attacco siano state pronunciate frasi proprio in riferimento all'ultima campagna acquisti rossonera. L'amministratore delegato aveva parlato di "prossimo mercato esilissimo, esangue", prospettiva inaccettabile a quanto pare per questo gruppetto di non più di dodici elementi. In effetti quelle dichiarazioni non erano state tanto gradite al punto da costringere la società a rettificare con un comunicato stampa. Il gesto in sé resta di una stupidità assurda, inutile aggiungerlo, quello che ora viene spontaneo chiedersi è: a quando le scuse ufficiali alla città di Napoli e ai suoi abitanti?

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