Platini: si alla candidatura congiunta di Italia e Francia per Euro 2016, no alla moviola in campo


Il presidente dell'Uefa Michel Platini apre favorevolmente ad un eventuale candidatura congiunta di Italia e Francia per gli europei del 2016, paventata nei giorni scorsi da diversi organi di informazione. Le Roi mostra invece una certa contrarietà riguardo all'idea di supportare le decisioni arbitrali con un adeguato e massiccio utilizzo della tecnologia. Non usa mezzi termini: "Il giorno in cui ci sarà il video, saluterò il calcio". E motiva in maniera dettagliata e lucida la sua avversione alla moviola in campo:

“Se c'è un pallone che va dentro la porta, un difensore arriva e lo butta via e il pallone riparte, che facciamo? Stoppiamo o continuiamo l’azione? Se l’azione continua, parte uno al limite del fuorigioco, che facciamo? Il calcio è un gioco che non può essere fermato. Quando noi giocavamo e non c'era la televisione, l’arbitro decideva tutto. Poi, sono arrivate le telecamere e hanno fatto vedere gli sbagli degli arbitri. Il compito dell’amministrazione è quello di mettere gli arbitri in condizione di vedere tutto, poi loro devono decidere. Se mettiamo la tecnologia, dobbiamo metterla anche sul fallo a 25 metri. Aggiungendo due arbitri sulla destra di ciascuna porta, sarà possibile aiutare il direttore di gara centrale a prendere una decisione".

Platini si è poi soffermato sulla questione degli stadi obsoleti da ristrutturare sia in Italia che in Francia, prendendo spunto dall'ipotetica doppia candidatura dei due paesi agli Europei del 2016:

"Quando due Paesi vogliono organizzare un Europeo non è per avere l’Europeo, ma perché hanno bisogno di stadi e quindi sfruttano l’organizzazione del torneo per costruire gli stadi. Italia e Francia devono rifare molti stadi. Mi chiedete perché in Francia sono già vecchi pur avendo organizzato i mondiali del 1998? Erano vecchi prima, li hanno solo rinnovati. Abbiamo costruito solo lo Stade de France di Parigi, ma non altri stadi. Come in Italia. Non so se Italia e Francia possono pagare dieci nuovi stadi. Forse per questo si metteranno insieme. Questo dipende anche dall’Italia. Il mondo è in crisi in questo momento. Trovare gente disposta a mettere 100-200 milioni per uno stadio è difficile. Per questo motivo penso che organizzare da soli sia complicato, è più facile se si è in due: francesi e italiani".

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