Maldini apre ad Amauri in nazionale: "Io non mi scandalizzo"

Quando a parlare è Paolo Maldini, simbolo del Milan, ma anche giocatore con il maggior numero di presenze con la Nazionale Italiana (126), inevitabilmente stanno tutti a sentire ciò che ha da dire. Stavolta le sue parole servono a raccontare la sua opinione su Amauri, il brasiliano che rischia di diventare il nuovo "oriundo" a disposizione di Lippi. Il suo caso sta agitando, e non poco aldilà delle apparenze, le acque all'interno dell'ambiente azzurro.

Non sono pochi, da Gattuso a Toni, da Quagliarella a Di Natale passando per De Sanctis, quelli che non vedono di buon occhio la sua naturalizzazione. Le ragioni sono principalmente due. Innanzitutto Amauri non ha origini italiane, il passaporto arriverebbe solo grazie agli avi della moglie (brasiliana) e al fatto che la consorte risiede da più di 10 anni nel nostro paese. Cosa ancora più "grave", almeno per i futuribili compagni azzurri del numero 9 bianconero, è la mancata presa di posizione netta di Amauri che ha dato l'impressione di attendere che fosse Dunga a sbilanciarsi sul suo eventuale ruolo nella nazionale brasiliana.

Dopo il rifiuto del Ct della Seleção l'approdo in maglia azzurra appare a molti un ripiego. Maldini, però, non si scandalizza: "Succede in altri sport e in altre nazionali di altri paesi. E comunque credo che Amauri si sia sentito con Lippi". Pragmatismo e realismo. Sono tante le nazionali che aprono agli oriundo, ai giocatori naturalizzati, e grazie a loro ottengono risultati importanti. Basti citare l'apporto del brasiliano Marcos Senna nella nazionale spagnola campione d'europa in carica.

Amauri ha un peso importante, ce l'ha ora che la telenovela non si è ancora chiusa, ce l'avrà ancor di più quando sarà convocato con l'Italia: quello di essere "un'eccezione". Sono tanti i giocatori di origine italiana, molti impegnati nel nostro campionato, mai convocati dalle nazionali dei paesi d'origine e pronti al grande salto: Thiago Motta, Taddei e Ledesma solo per citarne tre.

Per loro le porte sono chiuse, per Amauri, che da José Altafini, il più celebre fra gli oriundi, ha appena ricevuto il consiglio di lasciar perdere ("Lo hanno offeso e non è mai bello giocare dove non ti vogliono"), a dir poco spalancate.

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