Una squadra da incubo per gli arbitri: tutti i calciatori hanno lo stesso cognome


Il De Feo Team milita nel campionato campano di terza categoria e di recente ha avuto il suo momento di celebrità finendo addirittura in televisione, a interessarsi di loro ci ha pensato Striscia la Notizia che gli ha dedicato un ampio servizio. Il motivo di tale interesse non è di natura sportiva, la peculiarità di questa piccola società di Serino, in provincia di Avellino, risiede nei suoi componenti: tutti, dai giocatori ai dirigenti fino al magazziniere portano lo stesso cognome, De Feo.

L'idea di questa squadra particolarissima è venuta a Maurizio De Feo, già allenatore e dirigente in altre società nonché promessa del calcio nella primavera dell'Avellino negli anni in cui i campani giocavano in Serie A. Il progetto gli circolava per la testa già da un bel po' ma mai era riuscito a concretizzarlo, poi l'anno scorso ne ha parlato ad alcuni suoi amici, tutti De Feo e con un passato nel calcio a vari livelli, che subito hanno mostrato entusiasmo. A questi "anziani" sono stati poi aggregati dei giovani ed ecco che la rosa si è popolata.

Per quanto riguarda la composizione della società è stato poi affidato il ruolo di presidente onorario al professor Gaetano De Feo, stimato e conosciuto nel piccolo centro, mentre il presidente non poteva che essere il sindaco di Serino, omonimo del vicepresidente. Si chiama Gaetano anche il vice presidente che di professione fa il fabbro e con la sua officina sponsorizza la squadra. A completare l'organigramma ci sono poi il medico sociale Salvatore De Feo, il segretario Sabatino De Feo e una schiera di consiglieri.

Per gli arbitri deve essere un vero incubo visto che nel loro tabellino dovranno annotare sempre lo stesso cognome, come se non bastasse ci sono anche casi di omonimia, ad esempio scorrendo la rosa troviamo due Luciano, altrettanti Carmine e Stasio. Insomma un vero caos che però potrebbe valere al Team De Feo l'ingresso nel celebre volume dei Guinness dei Primati. Intanto la piccola cittadina si gode la celebrità piovuta su di essa ringraziando il giornalista casertano Giuseppe Sangiovanni che per primo ha scovato questa anomalia e ha pubblicato un articolo sul settimanale Vero.

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