Il Brasile si fa raggiungere alla fine, in Ecuador non bastano Baptista e Julio Cesar


Julio Cesar batte Ecuador 8-0, Ecuador batte Brasile 6-1, alla fine il risultato ufficiale è Ecuador e Brasile 1-1: sì perché sulle alture di Quito la nazionale verdeoro di Dunga è stata letteralmente subissata dalle scorribande dei padroni di casa, in grado di tenere sotto assedio i pentacampeao per l'intero match ma impotenti di fronte a quello che ormai si può definire il miglior portiere del mondo, Julio Cesar. Almeno 8 parate da urlo per l'estremo difensore dell'Inter, con i suoi compagni in apnea in difesa quanto a centrocampo, non in attacco dove Robinho, Ronaldinho e Luis Fabiano si sono concessi un bel pisolino.

Castillo, Mendez e Guerron ricorderanno a lungo il volto dell'avversario, capace di parare tutto il parabile, rendendo vane le 15 conclusioni a rete nella sola prima frazione per i padroni di casa; quando non c'arriva Julio Cesar ecco i legni (incrocio dei pali di Valencia) o l'imprecisione pur minima (fuori di pochissimo il diagonale di Caicedo). Il Brasile perde Maicon per uno stiramento su un cross (eravamo al 20°, probabilmente salterà l'Udinese), e nei primi 45 minuti tira in porta una sola volta, per di più con Marcelo che è un terzino. E nella ripresa non va tanto meglio, con Dunga chiaramente a corto di idee e i suoi ragazzi in debito di ossigeno.

Quando sostituisce Ronaldinho, spentissimo, con Julio Baptista fa forse inconsapevolmente la prima mossa buona della giornata, non fosse altro perché il romanista sblocca il risultato al 72°: riceve palla da Robinho, tira da destra, la sua conclusione incoccia il palo e poi va dentro anche per la sfortunata deviazione del portiere Cevallos. Poco prima ancora Julio Cesar aveva fatto miracoli su Espinoza e su Guerron, quindi ha continuato a dispensare prodezze a difesa del risultato. Colpisce la traversa Luis Fabiano, ma se c'è un Dio del calcio questo allora ha evitato una sconfitta immeritatissima per l'Ecuador che pareggia a ridosso del 90°.

Ancora parata super di Julio Cesar su Caicedo, ma nulla può sull'accorrente Noboa, anch'egli come la Bestia appena entrato. E' l'1-1 che paradossalmente sta stretto all'Ecuador, alla ricerca dei tre punti per riagganciare il treno delle prime nel girone sudamericano delle qualificazioni mondiali; il Brasile prende il punticino e porta a casa, terzo posto per i verdeoro a 5 lunghezze dalla capolista Paraguay. Chissà se fra qualche giorno saprà giocare come le confà in casa, contro il fanalino di coda Perù...

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