Shevchenko-flop: via dal Milan, torna a Londra


Quest'estate s'era mosso Silvio Berlusconi in persona per portare l'ex idolo di San Siro Andriy Shevchenko di nuovo in rossonero: incontri marittimi con Roman Abramovich e alla fine fu prestito, biglietto Londra-Milano andata e ritorno. E infatti ritorno sarà perché l'affare Sheva non è stato uno di quelli memorabili; questa volta però sarà Malpensa-Heathrow solo andata, dacché lo stesso ucraino ha detto che ormai ha finito la sua avventura in Italia e andrà in Inghilterra per sempre. "Mi comporterò da professionista fino alla fine, poi tornerò a Londra. E' lì che vivrò, ma non so dove mi porterà il calcio nella prossima stagione. Parlerò con il Chelsea e decideremo" ha detto l'ex Pallone d'Oro alla Gazzetta dello Sport.

Tante ombre, pochissime luci in questo Milan-bis di Sheva: sfiduciato e ormai inquieto a Stamford Bridge, aveva accettato il ritorno al Milan nonostante avesse deluso i suoi tifosi due anni prima, abbandonandoli per i Blues. A Londra s'è espresso a singhiozzi, 22 gol in 76 partite giocate con una seconda stagione molto al di sotto dei suoi standard abituali. "Non rimpiango nulla, avevo bisogno di rigenerarmi fisicamente e al Milan l'ho fatto. Non sono stato utilizzato, ma io mi sono messo a disposizione. Quando sono tornato ho detto che avrei accettato qualsiasi cosa: sapevo che nessuno mi avrebbe regalato nulla, sapevo di partire da ultimo attaccante" ha precisato Sheva, che aveva pure dovuto rinunciare al suo numero 7, preso da Pato, optando per uno scialbo 76.

Ma anche quest'anno, come la scorsa stagione, l'ucraino s'è dimostrato essere la sbiadita copia di quel giocatore capace di andare in gol per 173 volte con la maglia a strisce rosso e nere: due gol, uno a Zurigo in Coppa Uefa su assist di Ronaldinho, un altro in Coppa Italia contro la Lazio, in una partita poi comunque finita male per il Diavolo. Esordio in campionato alla prima, contro il Bologna, dove il pubblico l'aveva perdonato ma che comunque voleva dimostrazioni di forza sul campo; ma in Serie A ha giocato 13 volte, spezzoni di gara, non buttandola mai dentro. Sfiduciato nei suoi mezzi, abulico, la moglie Kristen Pazik ha sicuramente influito sul suo calo incredibile di rendimento; fra qualche mese lo vedremo di certo in una provinciale della Premier.

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