Revocata la revoca della squalifica ad Adriano

A questo punto, non resta altro da dire che un bel: chissenefrega. Chissenefrega di quello che decidono le teste d’uovo (in periodo di Aviaria, fate voi…) del pallone, se per prendere una decisione sbagliata devono smentirsi per ben due volte; punire Adriano per le sue cattive intenzioni era sbagliato sino al punto che a sostenerlo

di omino



A questo punto, non resta altro da dire che un bel: chissenefrega.
Chissenefrega di quello che decidono le teste d’uovo (in periodo di Aviaria, fate voi…) del pallone, se per prendere una decisione sbagliata devono smentirsi per ben due volte; punire Adriano per le sue cattive intenzioni era sbagliato sino al punto che a sostenerlo è stato lo stesso Grandoni, presunta vittima della violenza del brasiliano.
La ridicola procedura d’urgenza messa in atto nel caso Adriano è quindi solo l’ennesima dimostrazione che il calcio italiano è gestito da pressapochisti quando va bene e da maleintenzionati quando va male, cioè praticamente sempre, a giudicare dai cali vertiginosi che si registrano in termini di apprezzamento e affezione.

Non vale la pena nemmeno di arrabbiarsi come fa Moratti, minacciando reazioni che poi regolarmente non si manifestano, nemmeno nelle…intenzioni.
La cosa che invece deve far riflettere è che quello che succede all’Inter (unica tra le grandi a pagare regolarmente la tassa provaTv…), sarebbe probabilmente la giusta e ragionevole applicazione di una norma voluta per smascherare i furbastri e i violenti e che invece, venendo applicata a una sola squadra, segna in maniera ancora più netta
le ingiustizie di un calcio mandato avanti dalla Banda Bassotti.
Chissenefrega dunque, fate pure, ma poi non facciamo i piagnoni quando ai Mondiali (imminenti) la stessa norma, applicata contro di noi, produce gli effetti che tutti ricordiamo…