Il ritorno di Gigi Simoni, in panchina col Gubbio

E sono 17: tante le squadre allenate in carriera da Gigi Simoni dopo che è stato ufficializzato, nelle scorse ore, il suo incarico come allenatore del Gubbio. “Pensavo di non andare più in panchina” ha esordito nella conferenza stampa di presentazione il tecnico di Crevalcore, ormai 70 anni suonati ma ancora desideroso di dire la


E sono 17: tante le squadre allenate in carriera da Gigi Simoni dopo che è stato ufficializzato, nelle scorse ore, il suo incarico come allenatore del Gubbio. “Pensavo di non andare più in panchina” ha esordito nella conferenza stampa di presentazione il tecnico di Crevalcore, ormai 70 anni suonati ma ancora desideroso di dire la sua nel calcio professionistico. Lo avevamo lasciato nella Lucchese nel 2006, dove era poi rimasto con incarichi societari; finito il sodalizio con la società rossonera s’era spostato in Umbria per accettare la proposta del Gubbio, di cui nello scorso febbraio era diventato direttore tecnico, seguendo tutti i match dalla tribuna.

Ieri il presidente della squadra, che milita nel girone B della Seconda Divisione, ha convinto l’ex trainer dell’interista facendolo scendere dalle gradinate per accomodarsi in panchina, dove aiuterà il più giovane Riccardo Tumiatti. “Sono tornato su questa decisione perché mi sono calato molto dentro questa avventura e voglio dare il mio contributo cercando di essere più vicino ai ragazzi anche se quella di domani non sarà certo una gara decisiva” ha detto riferendosi alla partita che il Gubbio affronterà questo pomeriggio contro il Bassano, forse l’ultimo treno per raggiungere i play-off, checché ne dica Simomi.

Come accennato all’inizio, Simoni è un girovago che naviga nel mondo del calcio da ben 50 anni: vanta anche 11 partite con la Juve, ma è indubbiamente con Mantova, Torino, Brescia e Genoa che ha legato maggiormente le sue fortune da centrocampista. Appena appesi gli scarpini al chiodo ha subito iniziato ad allenare, partendo da dove aveva finito come giocatore: Genoa, quindi Brescia, Pisa e Lazio. A fine anni ’80 approda all’Empoli, poi Cosenza e Carrarese prima del grande amore Cremonese. Quattro anni magici coi grigiorossi, corredato da 10° posto e dal premio, pochi anni fa, del “miglior allenatore del secolo” per la compagine lombarda; arriva la chiamata del Napoli dove fa bene, prima del grande salto all’Inter.

Vince una Coppa Uefa nel ’98, poi viene sostituito un anno dopo; continua a non fermarsi: Piacenza, durante il quale perde il figlio in un incidente stradale, Torino e addirittura CSKA Sofia, col quale giunge al terzo posto. Ancona, di nuovo Napoli, Siena e la già citata Lucchese; dopo quasi tre anni di lontananza dei campi, domani Simoni potrà tornare ad assaporare l’odore dell’erbetta frescha. Settant’anni e non sentirli, in bocca al lupo a questo decano del calcio italiano.