Foggia-Perugia: dopo il 2-1 per i pugliesi, pioggia di polemiche


Scia corpulenta di polemiche all'indomani di Foggia - Perugia, partita di Prima Divisione che ha visto la squadra di casa avere la meglio della compagina umbra: un 2-1 con molte recriminazioni degli ospiti già sul terreno di gioco, un finale incandescente che forse lasciava presagire sequele ancora più corpose. Nella prima frazione gli ospiti erano passati in vantaggio con Mazzeo, nella ripresa i pugliesi avevano però raddrizzato la gara con Germinale dal dischetto dopo appena 4 minuti; sullo scadere il signore Bergher di Rovigo ha assegnato il secondo penalty ai rossoneri facendo esplodere di rabbia gli avversari del Perugia. Parata di Benassi su Salgado, Mattioli di testa ha ribadito in rete mandando in visibilio lo Zaccheria. Però, c'è un però.

In occasione del secondo rigore accordato dall'arbitro Pagliari, allenatore degli ospiti, e Cutolo si sono contraddistinti per escandescenze nei confronti del direttore di gara, dei giocatori di casa e anche verso i tifosi con alcuni gesti. Espulsi, la rabbia perugina è definitivamente salita al fischio finale ma qui le versioni si fanno discordanti. Infatti il Perugia oggi ha scritto una nota in cui ha dichiarato che "dibattiti, tavole rotonde appelli contro la violenza: il risultato è spesso sconfortante, come hanno avuto modo di verificare ieri a Foggia, giocatori, tecnici e tesserati del Perugia, che sono stati oggetto di minacce, insulti e colpi proibiti". Le lamentele del Perugia, però non sono finite qua.

Così continua il comunicato: "In questa situazione difficile il Perugia si è trovato non solo a Foggia ma anche in altri campi, per cui intende denunciare il comportamento antisportivo e peggior ancora violento, indirizzando una dettagliata relazione dei fatti alla presidenza della Lega Pro ed alla Procura Federale della FIGC. Il Perugia Calcio si riserva infine di valutare attraverso il proprio legale di fiducia, Avv. Mattia Grassani, l'ipotesi di ricorrere alle vie ordinarie, civili e penali, per tutelare i danni patiti dal propri tesserati" aggiungendo poi che "il Perugia è l'unica società professionistica italiana che, a tutt'oggi, non ha mai visto assegnarsi dai direttori di gara alcun calcio di rigore a proprio favore, mentre sono state frequenti le decisioni penalizzanti che ne hanno minato il cammino sportivo". Il Foggia non se l'è tenuta e ha risposto con una lunghissima precisazione. Per chi ne abbia voglia, ecco l'intero testo.

Questa Società nel restare sconcertata dalle dichiarazioni dei dirigenti perugini che ledono gravemente l´immagine dell'U.S. Foggia oltre che di una città da sempre distintesi per il loro alto grado di civiltà, nel prendere le distanze con forza dalle denunce gratuite lanciate dal Perugia Calcio, precisa quanto segue:
- l'accoglienza riservata alla Società umbra ed ai suoi tesserati è stata, così come accade puntualmente a Foggia, improntata alla massima ospitalità e cordialità. Riprova ne sia il fatto che i dirigenti al seguito del club umbro, sigg.ri Scarpelloni e Padovano, a lungo nel pre-partita si sono amabilmente intrattenuti con i nostri dirigenti;
- prima dell'inizio del match il clima allo Zaccheria è stato di totale ed assoluta distensione; non si registrava alcuna intimidazione nei riguardi della squadra avversaria, viceversa i sigg.ri Scarpelloni e Padovano, si deve ritenere, ne avrebbero fatto tempestivo cenno all'U.S. Foggia;

- gli animi si sono surriscaldati in campo e fuori solo verso la conclusione del match, più precisamente dal momento in cui il tecnico dell'U.S. Perugia sig. Giovanni Pagliari prima ed il calciatore Cutolo poi, hanno inveito il primo verso la panchina dell'U.S. Foggia indirizzando anche un applauso ironico verso la tribuna dello Zaccheria, il secondo verso il pubblico in occasione del loro allontanamento dal terreno di gioco, avvenuto subito dopo la concessione del secondo calcio di rigore in favore del Foggia;
- a fine gara, al rientro delle due squadre negli spogliatoi erano sempre i tesserati dell'U.S. Perugia a reiterare il loro atteggiamento palesemente offensivo, indirizzando irripetibili epiteti e verso il direttore di gara e verso la città di Foggia. Al punto da costringere l'intervento delle forze dell'ordine che li costringevano con sollecitudine a raggiungere lo spogliatoio;

- Mentre gli addetti al servizio d'ordine e gli steward si prodigavano per ripristinare un clima più disteso, i tesserati del Perugia Calcio sfogavano tutta la loro rabbia nello spogliatoio ospite procurando evidenti danni agli ambienti ed ai suppellettili (così come si evince dal successivo referto stilato dai funzionari incaricati da Lega e Procura Federale). Una volta sedati gli animi, a conferma del fatto che il comportamento dei calciatori del Perugia Calcio non era stato dei più irreprensibili, si registravano le scuse ufficiali del dirigente umbro sig. Padovano, che con grande fair-play riconosceva le responsabilità dei tesserati del Perugia Calcio;
- All'uscita dallo spogliatoio, durante il tragitto che conduceva al pullman, si registravano le ultime intemperanze dei tesserati del Perugia Calcio, ed in particolare del massaggiatore che, con fare provocatorio, esibiva verso il servizio d'ordine e gli steward un paio di forbici, scatenando l'inevitabile reazione dalla parte di questi ultimi. Ne scaturiva un principio di colluttazione, peraltro subito sedato e nel quale, entrambe le parti, riportavano leggere conseguenze. Rispetto all'ultimo accadimento, i dirigenti del Perugia Calcio erano invitati dai funzionari delle forze di polizia presenti a prolungare la loro permanenza a Foggia per denunciare nelle sedi competenti gli incresciosi episodi verificatisi. Ma i dirigenti umbri preferivano desistere ed intraprendere il viaggio di ritorno per Perugia. Alla luce dei fatti riassunti nella loro precisa sequenza cronologica, l'U.S. Foggia respinge, pertanto, le accuse mosse, ed auspica che gli organi preposti facciano luce quanto prima su quanto accaduto.

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