Lazio punita da Lotito nella settimana del derby. E per Macheda il presidente parla di “scippo” del M.U.

La sconfitta subita a Siena dalla Lazio, la terza consecutiva dopo Chievo e Catania, ha fatto saltare definitivamente i nervi al presidente Claudio Lotito. Uno scarno comunicato ufficiale della società recita che “La S.S. Lazio comunica che la squadra partirà oggi pomeriggio per raggiungere il ritiro di Norcia”, mentre Lotito si spinge oltre minacciando il

di antonio


La sconfitta subita a Siena dalla Lazio, la terza consecutiva dopo Chievo e Catania, ha fatto saltare definitivamente i nervi al presidente Claudio Lotito. Uno scarno comunicato ufficiale della società recita che “La S.S. Lazio comunica che la squadra partirà oggi pomeriggio per raggiungere il ritiro di Norcia”, mentre Lotito si spinge oltre minacciando il non pagamento degli stipendi ai calciatori: “Non si può perdere così, si può perdere ma devi lottare. Loro non mi conoscono, adesso cambio. A Siena non prendono stipendi da quattro mesi? Io sono stato sempre puntuale come la morte, ma adesso cambio, così non si può andare avanti”.

Lo sfogo di Lotito arriva a sei giorni dalla stracittadina romana, una partita che mai come quest’anno, a livello di classifica (e soprattutto per la Lazio), non assume l’importanza che merita. Lotito, dai microfoni di Sky, si è poi focalizzato sul calendario pregno di sfide cruciali di aprile:

“La nostra stagione è arrivata ad una svolta perché abbiamo Roma, Genoa e la semifinale Coppa Italia: voglio vedere la squadra determinata e convinta. Si tratta di ritrovare la concentrazione e la voglia di trovare il risultato. Bisogna dimostrare di essere attaccati alla maglia come hanno fatto vedere i giocatori del Siena. Rossi? Non bisogna strumentalizzare questa situazione, perché bisogna fare un’attenta valutazione di chi deve portare avanti un progetto, in campo non vanno né l’allenatore né la società ma vanno i giocatori”.

Il presidente biancoceleste si è poi soffermato sul recentissimo exploit del giovane romano, Federico Macheda, prodotto del vivaio laziale prelevato dal Manchester United appena quindicenne. Per Lotito si tratta di uno scippo:

“Noi sapevamo che era un grande giocatore, abbiamo fatto di tutto per trattenerlo, abbiamo addirittura diffidato più volte la società inglese, lo fece allora Sabatini, per impedire quello che è accaduto. Purtroppo le normative non consentono, e questa è una cosa vergognosa, di poter contrattualizzare i giocatori sotto i 16 anni. Quindi tutti i giocatori vengono scippati normalmente da questa società che, fuori da qualsiasi rispetto di codice etico, si accaparra i genitori dandogli lauti compensi, offrendogli posizioni lavorative importanti, cosa che non dovrebbe accadere perché con un ragazzo di 15 anni non è pensabile che una società dia milioni di euro ai genitori, si compri i genitori, e questo è il vero problema, e poi i genitori firmano per conto del giocatore. Normalmente questi sono ragazzi che provengono da famiglie non sicuramente agiate che, sulla scorta dell’interesse economico, sono mosse a trovare soluzioni alternative all’estero, sperando che poi il figlio sfondi nel calcio e dia loro una stabilità anche futura”.

Lotito ha definito la compravendita dei giovanissimi come un “mercato delle vacche”:

“Il problema è che il sottoscritto ha interloquito con i genitori, mettendoli nella condizione di poter accettare qualsiasi offerta, ma in realtà questa scelta era stata già consumata e sottoscritta, e noi non possiamo seguire comportamenti che ritengo siano immorali perché si tratta quasi di fare il cosiddetto allevamento, invece che del bestiame, dei giovani attraverso compensi. Questo non può accadere perché il calcio è uno sport che deve basarsi sui valori autentici del rispetto delle regole, dei valori fondanti che sono i valori olimpici. Non è pensabile che un ragazzo di 15 anni venga comprato come se fosse il mercato delle vacche, tanto per essere molto chiari”

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