Genoa - Juve 3-2: l'arbitro ne combina di tutti i colori, decide Palladino


Premessa: non è stata una bella partita come i commentatori televisivi hanno voluto far credere. Non lo è stata perché il match del Ferraris prometteva molto di più alla vigilia, a partire da un arbitraggio decente che pure il signor Rocchi pareva garantire. Macché, uno dei fischietti considerati migliori d'Italia, sbaglia l'incredibile rendendo il presunto spettacolo di Genova uno teatrino dell'assurdo: ma tant'è, in fondo meritatamente vince il Genoa per 3-2, trovando il gol da tre punti a pochi minuti dalla fine con Palladino. Prima del gol dell'ex, Iaquinta aveva pareggiato i conti nonostante la Juve fosse in 10, nel primo tempo invece gli altri tre gol, due di Thiago Motta e uno di Del Piero, su calcio di rigore: ma tante polemiche sia sul primo gol del brasiliano che sul tiro dagli 11 metri di Del Piero, oltre che per una espulsione diretta a Camoranesi quanto meno di difficile comprensione. Annullato un gol regolare a Iaquinta sullo 0-0 (Fotogallery).

La partita sulle prime è bella, veloce, frizzante: il Genoa pare avere una marcia in più (salvataggio sulla linea di Legrottaglie) ma gli ospiti hanno mille risorse nonostante l'avvio disastroso di Poulsen sulla mediana. Così, benché i liguri spingano di più, il vantaggio potrebbe essere juventino se Iaquinta non fosse fermato in fuorigioco a tu per tu con Rubinho, off-side che i replay hanno poi rivelato non esserci. La gara scivola via piacevolmente, dubbio per una spallata Bocchetti-Nedved su un testa a testa verso l'area genoana, così come per un fallo di mano di Legrottaglie; piccoli episodi (questi ultimi due) in confronto alla bufera che combina Rocchi di lì a poco. Il gol del vantaggio del Grifone è infatti qualcosa di mai visto: Mesto semina il panico, salta un paio di uomini e al limite dell'area viene steso; l'arbitro fischia ma raccoglie palla Motta che segna e... incredibilmente Rocchi convalida il gol.

Di lì in poi la gara si inasprisce, il direttore di gara pare frastornato, non ferma il gioco su uno scontro Nedved-Mesto con quest'ultimo a terra in una maschera di sangue e sul finire di tempo regala un penalty agli ospiti: netto l'intervento sulla palla di Ferrari, Del Piero neanche protesta ma Rocchi, ancora diabolicamente lui, è inamovibile. Batte il capitano ed è 1-1. Subito dopo Camoranesi viene steso in area da Ferrari: netto questo, di rigore, ovviamente l'arbitro sorvola. E all'ultimo dei tre minuti di un pazzesco (o farsesco?) primo tempo il Genoa si riporta in vantaggio: ancora il brasiliano Thiago Motta, questa volta di testa sugli sviluppi di un corner, Buffon immobile per la quinta volta consecutiva sugli ultimi cinque tiri subiti in 140 minuti. Così si va negli spogliatoi.

Al rientro delle squadre in campo, l'agonismo rimane alto, ma la Juve pare avvertire la botta del gol subito a una manciata di secondi dal riposo; così i padroni di casa intravedono la possibilità di portare a due i gol di vantaggio e ci vanno pure vicinissimi per due volte, la prima con Sculli (questa volta paratissima di Buffon), la seconda con Jankovic (colpo di testa e palo). Gli ospiti peccano un po' in tutti i reparti, ma immeritatamente subiscono l'espulsione di Camoranesi poco dopo l'ora di gioco: entrata al massimo da giallo per l'oriundo su Sculli, Rocchi è freddo e sicuro e espelle lo juventino che nemmeno protesta. Probabilmente da rosso, invece, gli interventi di Grygera e Marchisio, a conferma che di certo Rocchi starà a casa per un bel pezzo. C'è da dire, comunque, che i bianconeri non demordono: Iaquinta impegna Rubinho, Nedved costringe Biava all'estremo salvataggio a un centimetro dal gol, ancora il ceco spara alto.

Il Genoa palleggia bene, Ranieri osa una difesa a 3 per sopperire all'assenza forzata di Camoranesi, ma l'emergenza mette in luce un esperimento mai fatto e, pertanto, attuato in maniera disastrosa. Nonostante questo, però, all'82° arriva il pareggio: buono lo slalom di Grygera, palla al limite dell'area per Nedved che in qualche modo serve Iaquinta, freddo a battere Rubinho in uscita. La Juve vuole vincere, s'impegna per farlo, ma concede metri al Genoa un po' come contro il Chelsea, in inferiorità numerica e alla disperata ricerca del gol: così arriva il terzo gol genoano, con Marco Rossi che scatta sul filo del fuorigioco e serve Palladino il quale a porta vuota deve solo appoggiare il pallone in rete. Gol che potrebbe valere la Champions, Juve-Inter di sabato prossimo vale poco più di una partita a calcetto tra scapoli e ammogliati.

Tabellino e pagelle

GENOA-JUVENTUS 3-2 (2-1)
MARCATORI: Thiago Motta (G) al 29', Del Piero (J) su rigore al 45, Thiago Motta (G) al 48' p.t.; Iaquinta (J) al 39', Palladino (G)al 43' s.t.
GENOA: Rubinho 6; Biava 6.5, Ferrari 6, Bocchetti 6.5; Mesto 6.5 (43' pt Rossi 6), Thiago Motta 7, Juric 6.5, Criscito 6; Sculli 6.5 (34' s.t. Papastathopoulos sv), Jankovic 5.5 (34' s.t. Olivera sv), Palladino 7. (Lamanna, Modesto, Polli, Vanden Borre). All. Gasperini
JUVENTUS: Buffon 6.5; Zebina 6 (28' s.t. Grygera 6), Legrottaglie 6.5 (28' s.t. Marchionni 5.5), Chiellini 6, Molinaro 5.5; Camoranesi 6, Marchisio 5, Poulsen 4, Nedved 6; Iaquinta 6, Del Piero 5. (Chimenti, Mellberg, Tiago, Giovinco, Trezeguet). All. Ranieri
ARBITRO: Rocchi 2.
NOTE: spettatori 30.000 circa. Espulso al 20' st Camoranesi (J) per gioco falloso. Ammoniti Ferrari, Zebina, Grygera, Bocchetti, Marchisio. Recupero 3' p.t., 4' s.t


Le foto di Genoa-Juventus 3-2
Le foto di Genoa-Juventus (3-2)

Le foto di Genoa-Juventus (3-2)
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