La moglie di Raciti indignata: "Arcidiacono è uno stupido"

La vedova di Filippo Raciti, Maria Grasso, è stata intervistata da Radio 24 ed ha manifestato grande soddisfazione per il provvedimento di Daspo emesso dal questore di Catanzaro nei confronti di Pietro Arcidiacono, l'attaccante del Nuova Cosenza che ieri aveva solidarizzato con Antonino Speziale, uno dei due assassini del marito, ucciso il 2 Febbraio 2007 allo Stadio Massimino durante un derby Catania - Palermo.

"Arcidiacono e' uno stupido e un presuntuoso, sono contenta per il Daspo emesso dal questore di Catanzaro nei suoi confronti. Con quella maglietta ha offeso i miei figli. Gli chieda scusa: perché non prova a solidarizzare con loro, che da quasi sei anni non possono più pronunciare la parola papa'? E dire che in questi anni non l'ho mai visto in tribunale, a chiedere verità e giustizia".

La signora Grasso si sente giustamente ferita, e spera che anche il questore di Catania emetta presto provvedimenti simili anche nei confronti degli ultras del Catania, che continuano ottusamente ad insultare la memoria del marito morto, offendendolo con un cori e striscioni.

"Il Daspo e' nato dopo l'omicidio di mio marito e sono contenta per la decisione della questura di Catanzaro. Spero anzi che anche la questura di Catania emetta dei Daspo nei confronti di quegli ultra' etnei che ancora domenica scorsa hanno esposto striscioni e cantato cori offensivi della memoria di mio marito... Con quella maglietta ha offeso non solo me e mio marito e i miei famigli, ma l'intera societa' civile".

Daspo di tre anni per Pietro Arcidiacono

Provvedimenti immediati per Pietro Arcidiacono, attaccante della Nuova Cosenza che domenica scorsa ha festeggiato un gol contro la Sambiase (campionato di Serie D) indossando una maglietta con la scritta "Speziale innocente", solidarizzando così con uno dei due assassini del poliziotto Filippo Raciti, ucciso a Catania il 2 febbraio 2007 durante gli scontri allo Stadio Massimino nel corso di un derby contro il Palermo. Antonino Speziale è infatti uno dei due 'tifosi' condannati in via definitiva per omicidio preterintenzionale il 14 Novembre scorso.

Il questore di Catanzaro, Guido Marino, ha subito emesso un provvedimento di Daspo che impedirà al giocatore di andare allo stadio per i prossimi tre anni e quindi anche di giocare. Dopo il fischio finale il 24enne catanese ha cercato di giustificare maldestramente il suo gesto: «Non è stato un gesto contro le forze dell'ordine né, tanto meno, contro la famiglia Raciti, ma solo un atto di solidarietà verso un ragazzo che conosco perché siamo cresciuti nello stesso quartiere di Catania».

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