Tanti auguri a... Arturo Di Napoli


Non un bel modo di festeggiare il proprio compleanno: Arturo Di Napoli oggi spegne 35 candeline e avrebbe voluto farlo dopo una bella sudata sul terreno di gioco dell'Arechi. La "sua" Salernitana sfida l'Albinoleffe in casa, partita chiave per la salvezza dei campani, ma il capocannoniere dei granata dovrà guardare i compagni giocare dalla tribuna dato che è stato squalificato per una giornata dal giudice sportivo: con dodici reti guida l'attacco dei granata, una pedina fondamentale per Castori prima, Mutti poi, Brini ora. Ma tant'è, spera di festeggiare comunque con tre punti conquistati dai suoi compagni, lui che ha girato tanto ma che si sente incredibilmente legato ai colori salernitani dopo che la scorsa stagione accettò di scendere in C1 cedendo alla corte del presidente Lombardi.

Nato a Milano, Di Napoli mosse i primi passi nel calcio che conta indossando la maglia giovanile dell'Inter; la società di via Durini, quand'egli era ancora 19enne, lo spedì nella lontana Sicilia, ad Acireale per la precisione, dove disputò un buon campionato di B e siglando anche il gol vittoria nel derby isolano contro il Palermo. L'anno dopo s'accasò al Gualdo per crescere ancora e andò addirittura in doppia cifra, dieci gol benché in C1; pronto per la massima serie, fu il Napoli la squadra della sua consacrazione, al San Paolo segnò 5 gol e convinse l'Inter a riportarlo alla base. Con i nerazzurri andò in campo solo 6 volte, ecco dunque la comproprietà col Vicenza il quale lo riscattò l'anno dopo, non lasciando però un ricordo indelebile in Veneto.

Dieci anni fa, dunque, accettò il trasferimento all'Empoli in cui finalmente mostrò tutto il suo talento: 11 gol in 25 partite che però non convinsero il club toscano a trattenerlo. Fermata successiva Piacenza in cui non lasciò il segno, quindi Venezia, tappa importante della sua carriera: in Laguna due anni indimenticabili, uno in B e uno in A, abbastanza per ricevere le lusinghe del Palermo, sempre in cadetteria. Otto gol con la maglia della squadra a cui aveva segnato il suo primo gol da professionista, solo un anno prima di cambiare maglia ma non Regione: fu Messina la sua nuova casa, probabilmente la più importante della sua carriera.

Sullo Stretto giocò e segnò con continuità, ben 43 le marcature in più 100 apparizioni, quattro anni al massimo con molte soddisfazioni e qualche delusione. Dopo la seconda retrocessione di fila dei giallorossi accettò di mettersi in gioco e s'accasò alla Salernitana, in C1: l'anno scorso era il giocatore più pagato dell'intera Serie C con un ingaggio di 450mila euro all'anno. Soldi ben spesi verrebbe da dire, dacché con i suoi gol trascinò la Salernitana in B e divenne capocannoniere del campionato; quest'anno Serie B: dopo una partenza sprint della sua squadra un calo preoccupante, anche per colpa di mille acciacchi del bomber principe, Di Napoli appunto. Single incallito, è descritto come un latin-lover: di sicuro è un centravanti di razza, uno che in carriera l'ha messa dentro 137 volte.

Auguri anche al trequartista Gabriele Paonessa (22) e al difensore del Chievo Santiago Morero (27).

Qui la scheda completa di Arturo Di Napoli.

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