Insulti razzisti a Balotelli, mano dura di Tosel: una partita a porte chiuse per la Juve


Le pressioni mediatiche hanno avuto il loro effetto. Il Giudice Sportivo Gianpaolo Tosel ha stabilito che la Juventus dovrà giocare a porte chiuse la prossima gara di campionato interna, quella con il Lecce in programma il 3 Maggio all'Olimpico di Torino. I cori razzisti contro Mario Balotelli sono i primi a determinare una squalifica del campo, le altre società sanzionate in passato (Lazio e Verona) vennero colpite per via di striscioni che furono esposti nelle curve.

Il regolamento, infatti, consente all'arbitro di sospendere una partita (con sconfitta a tavolino per la squadra di casa) qualora vengano esposti striscioni insultanti, più difficile dirimere la questione quando si tratta di cori. L'Inter, e molti opinionisti, hanno premuto perchè del Caso Balotelli si facesse un esempio e Tosel ha seguito la stessa linea.

Niente più solo multe, cifre irrisorie che le società pagano senza colpo ferire, ma una squalifica del campo. Difficile trovare analogie con il passato, anche quando a rendersi protagonisti di cori razzisti contro Marc Zoro furono i tifosi dell'Inter il giudice non comminò squalifiche, mentre la giustizia ordinaria si mosse e determinò il Daspo per 4 ultras nerazzurri che avevano animato i cori contro il giocatore del Messina.

Nel caso di Balotelli sarà più difficile che la Digos possa individuare i responsabili, i cori contro il giocatore italiano non erano certamente scanditi da pochi isolati facinorosi, ma dalla netta maggioranza della curva bianconera.

Il razzismo va condannato, senza alcuna distinzione, a maggior ragione quando questo è utilizzato con infinita ignoranza allo scopo di "offendere" un calciatore inviso per ragioni che non hanno nulla a che vedere con il colore nero della sua pelle. Di questo si tratta, la dimostrazione è che nessuno degli altri giocatori "coloured" in campo ha subito lo stesso trattamento di Balotelli.

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