Sulla coerenza di Massimo Moratti: "stupidaggini" i cori a Zoro, "gravi" quelli a Balotelli


Massimo Moratti probabilmente vuole così bene alla sua squadra (e ci mancherebbe se per "supportarla" ha scucito in 15 anni centinaia di milioni d'euro e ha dovuto sorbirsi continui richiami dalla famiglia), che manca spesso, troppo spesso, di coerenza. Quando gli errori arbitrali sono a favore di una squadra che non sia l'Inter, allora ecco il sospetto che addirittura deflagrò con la celeberrima Calciopoli; quando di qualche svista delle giacchette nere ne beneficia il club nerazzurro sono semplici coincidenze avvenute per la forza del caso.

"Sono ragazzi" ha sempre chiosato per giustificare atteggiamenti dei suoi tesserati, troppo spesso autori di bravate a volte oltre i limiti. Ma sui cori razzisti proprio non c'è passato, altro che ragazzata. Purtroppo per lui, però, "scripta manent" e così il Corriere della Sera del 2 aprile 2006 riporta le dichiarazioni di Moratti dopo i "buuu" razzisti di alcuni tifosi dell'Inter ai danni del messinese Zoro: "In questo caso il razzismo non c'entra, è stata soltanto una manifestazione di stupidità da parte di un gruppo che pensa di essere stato ingiustamente danneggiato per quello che accadde nella gara di andata".

Non solo, rincarò la dose: "È stata una cosa molto stupida, ma non razzista. Ci sono altre cose di cui vergognarsi. Per questo motivo non temo assolutamente la squalifica del campo. Gli ultrà ce l'avevano con la persona". Ma allora come si spiegano le dichiarazioni di ieri, che hanno spinto il buon giudice sportivo Tosel a squalificare l'Olimpico di Torino per una giornata? "Se sabato fossi stato allo stadio, sarei sceso in campo e avrei ritirato la squadra" s'è indignato il petroliere nerazzurro. Neanche Franza, all'epoca presidente del Messina, era arrivato a tanto...

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