Moratti: "Non mi interessa danneggiare i bianconeri" Matarrese: "Sorpreso dal ricorso Juve"


Tiene ancora banco la vicenda Balotelli e il turno di squalifica inflitto alla Juventus. Moratti precisa di non aver agito per danneggiare la Juventus ma solo per evidenziare l'atto incivile perpetrato ripetutamente nei confronti dell'attaccante interista. Il presidente interista ritorna sul precedente che riguardò un gruppetto di tifosi interisti, intenti a urlare frasi razziste nei confronti di Zoro, ex giocatore del Messina: "Quando successe analogo episodio ai danni di Zoro, noi ci schierammo dalla parte del giocatore. Purtroppo sono episodi che negli stadi possono capitare e che vanno condannati prendendo anche provvedimenti".

Moratti sottolinea la gravità dell'accaduto cercando di mettere da parte i colori e le rivalità:


"Non c'è l’ho con la Juventus. Io ci tenevo a fare presente che si è davvero esagerato. Il ricorso? Ogni società fa ricorso secondo la propria sensazione, capisco che la Juventus abbia le sue ragioni e reagirà come deve reagire. Ma questa non è una cosa nei confronti della Juventus o di una società precisa. Quello che è successo è di per sé un fatto antipatico e come tale bisogna trovare una regola che consenta la protezione di chi è coinvolto. Un rimedio potrebbe essere quello di chiamare i capitani e capire come interrompere una situazione del genere. Balotelli provoca? Sono due cose diverse e parallele: uno è l’atteggiamento del giocatore che può sembrare simpatico o antipatico, l’altro è colpirlo su questo lato qui. Questo è invece un insulto che va molto oltre".

Sulla questione è intervenuto anche Platini. Il francese propone misure forti e assolve la maggioranza civile della tifoseria juventina:

"L'unico modo è fermare le partite. Ci vorrà coraggio, ma la decisione dell'Uefa d'ora in poi è di sospendere le partite per dieci minuti in caso di cori razzisti, e in caso continuino nonostante gli annunci di fermarle definitivamente. I principi fondamentali del calcio sono il rispetto per il gioco, la diversità, la dignità, gli avversari e i tifosi. Il nostro messaggio è chiaro: tolleranza zero contro il razzismo. Il calcio unisce le persone e supera le differenze. Il colore della pelle non si vede sotto una maglia da calcio e per l'Uefa sarà sempre così. Sul campo e sugli spalti. Conosco i tifosi della Juve da trent'anni, non sono dei tifosi razzisti. Hanno avuto e hanno giocatori di colore".

Matarrese, nel frattempo, si è detto sorpreso del ricorso presentato dalla Juve contro il turno di squalifica: "Mi ha lasciato un po' così, un po' sorpreso. Questo perché conosco lo stile della Juventus e lo stile di Cobolli Gigli". Cobolli Gigli, dal canto suo, difende la scelta della società bianconera. Una decisione presa nonostante il comunicato che stigmatizzava l'accaduto:

"Non c'è alcuna contraddizione, le sentenze sono un dovere ma il ricorso è un diritto. Rinunciare al ricorso sarebbe sbagliato, perché qualsiasi società deve far valere i suoi diritti, non per avere zero sentenze ma per averne una che riteniamo più equa rispetto alle nostre colpe e più coerente con i giudizi del passato. Lo facciamo con molta tranquillità e se il ricorso non sarà accolto andrà bene lo stesso".

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