Arcidiacono si scusa con la famiglia Raciti e la Polizia

Alla fine sono arrivate. Esplicite e sentite, forse in ritardo, ma sono giunte. Pietro Arcidiacono, il calciatore della Nuova Cosenza (milita in serie D) che sabato scorso dopo aver segnato una rete aveva mostrato una maglietta con la scritta "Speziale innocente", difendendo cioè uno degli omicidi dell'ispettore capo di Polizia Filippo Raciti, morto in occasione del derby tra Catania e Palermo del 2 febbraio 2007, ha chiesto scusa pubblicamente:

Chiedo scusa alla famiglia Raciti e alla polizia.

Il calciatore 24enne, ascoltato dai giornalisti all'hotel Royal di Cosenza, ha voluto comunque precisare "che si è trattato di un gesto di conforto nei confronti della famiglia Speziale che non sta attraversando un buon momento". Arcidiacono, che per questo gesto ha subìto il provvedimento del Daspo e quindi non potrà recarsi allo stadio (né ovviamente scendere in campo) per i prossimi tre anni ha nel suo discorso più volte espresso il dispiacere per aver involontariamente offeso la famiglia Raciti e la Polizia.

La vedova Marisa Grassi (nella foto di apertura del post) ha apprezzato le scuse che "sono un bel gesto", ma ha ribadito che "la solidarietà a Speziale, Arcidiacono poteva mostrarla in privato, senza offendere la società civile e la giustizia".

Ricordiamo che Speziale è stato condannato in via definitiva (come Daniele Micale) - la decisione della Cassazione risale allo scorso 14 novembre - per omicidio preterintenzionale.

Foto | Getty Images

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