Berlusconi punzecchia Moratti e pensa al futuro: “Vorrei un esordiente in panchina”, intanto Ambrosini sogna: “Se non fossero Zeru tituli…”

Il recente rendimento stellare del Milan, complice la solita esplosione primaverile di Inzaghi e il ritorno di Kakà dopo l’infortunio, hanno dato improvvisamente un’altra connotazione ad una stagione, quella rossonera, che era già stata etichettata come fallimentare. Il secondo posto, con i chiari di luna bianconeri, può essere definitivamente consolidato nello scontro diretto con la

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Il recente rendimento stellare del Milan, complice la solita esplosione primaverile di Inzaghi e il ritorno di Kakà dopo l’infortunio, hanno dato improvvisamente un’altra connotazione ad una stagione, quella rossonera, che era già stata etichettata come fallimentare. Il secondo posto, con i chiari di luna bianconeri, può essere definitivamente consolidato nello scontro diretto con la Juventus a San Siro e le intenzioni per quella gara sono piuttosto bellicose dopo l’umiliante sconfitta patita nel girone d’andata.

In più con l’Inter che comincia a perdere qualche punto i rossoneri si sono ritrovati a “soli” 7 punti dalla capolista, tanto da ravvivare improvvisamente le scintille fra i due Presidentissimi, Moratti e Berlusconi. Proprio il Presidente del Consiglio sembra aver ritrovato improvvisamente la sua proverbiale loquacità e parla piuttosto spesso di Milan, argomento trascurato negli ultimi mesi.

Ancelotti, che in molti danno partente con destinazione Londra, sponda Chelsea, ha nuovamente rafforzato la sua posizione sulla panchina rossonera, ma Berlusconi rinvia tutto a fine stagione, aprendo alla prospettiva di un allenatore giovane da lanciare nel caso di un addio di Carletto.

L’amicizia conta sempre, perché è uno dei più nobili sentimenti. Poi ci saranno altre considerazioni, ma l’amicizia con Carletto si è creata quando lui è diventato giocatore del Milan. Poi è subentrato l’affetto, io voglio molto bene ad Ancelotti e sono sicuro di essere contraccambiato. Poi, sul futuro decideremo in assoluta concordia. Il modo in cui finirà il campionato potrà incidere sulle decisioni sul futuro di Ancelotti. Io ripercorrerei la strada di un allenatore nuovo, come fu ai tempi di Sacchi e Capello.

Silvio risponde anche alla battuta di Moratti che si era incuriosito per i 12 rigori concessi a favore dei rossoneri e traccia un bilancio parziale, sognando l’impossibile rimonta scudetto:

Contare i rigori? E’ un utile esercizio aritmetico. La classifica frutto dei tanti infortuni, di qualche incidente di percorso, qualche distrazione nei minuti finali e qualche decisione arbitrale. Abbiamo la possibilità di chiudere bene, ci basta arrivare buoni secondi. Non credo che l’Inter avrà cedimenti, ma se ne dovesse avere dovremmo essere pronti.

Anche Massimo Ambrosini, dopo le dichiarazioni di Kakà che ha detto di credere nella possibilità di riprendere l’Inter, pregusta il possibile scenario, tornando sul famoso “Zeru tituli” con il quale Mourinho bollò anticipatamente la stagione del Milan:

Mi piace pensare che, tra qualche settimana, Mourinho si possa pentire di aver parlato degli zero titoli del Milan, anche se a suo tempo era difficile che potessimo ambire allo scudetto. Ora siamo la diretta inseguitrice ma, come Ancelotti, credo che la rimonta sia davvero difficile se non impossibile. L’Inter ha dominato talmente tanto che probabilmente non si vedeva l’ora di creare un’atmosfera di duello.

Prudenza e il giusto grado di disillusione per tentare l’impresa.

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