Il revisionismo secondo Fabio Cannavaro: "Io non ho tradito nessuno"


Forse se lo aspettava, forse no, fatto sta che l'accordo per il ritorno di Fabio Cannavaro alla Juventus si sta rivelando (complice il rendimento scadente dei bianconeri nell'ultimo mese) più complicato del previsto. I tifosi, almeno quelli organizzati, hanno ripetutamente fatto capire che ritengono il nuovo approdo del Capitano azzurro a Torino un affronto. Non solo i tifosi della Juventus provano un certo fastidio nel sentir parlare di Cannavaro. Anche a Napoli l'eroe del Mondiale è considerato un "traditore", nonostante il Presidente De Laurentiis abbia chiuso ogni possibilità di un suo ritorno bollandolo come "troppo vecchio".

Cannavaro non ci sta e risponde alle accuse fornendo il suo punto di vista in un'intervista pubblicata oggi dalla Gazzetta dello Sport. Prima di tutto chiarisce la questione Napoli:


Io ho sempre detto che mi sarebbe piaciuto tornare lì. Ma se la società ha altri pro­grammi e non ha intenzione di puntare su un 35enne non è col­pa mia. Mi sembra che le dichia­razioni di De Laurentiis in que­sto senso siano state chiare. Io conosco l’affetto che la gen­te di Napoli ha per me. Quando ho portato la coppa del mondo sono venuti in 100.000. Eviden­temente c’è stato qualche ma­linteso nella comunicazione. Però con il Napoli non c’è mai stato alcun abboccamento, non si sono mai fatti avanti e la cosa non era tanto complicata: in cit­tà c’è il mio procuratore, in squadra mio fratello...



Su questo aspetto è difficile dare torto a Cannavaro, la situazione appare chiara, meno condivisibile (almeno dall'esterno) la sua ricostruzione del passaggio nell'estate 2006 dalla Juventus al Real Madrid.

Questa è la ricostruzione del difensore:


Qui la situazione è differente. Io in questi anni ho raccontato più volte quello che successe nel 2006. Capisco che alcuni al­lora potessero aspettarsi da par­te mia un comportamento di­verso, ma il mio passaggio al Re­al Madrid fu deciso con la socie­tà. E infatti i rapporti con la nuo­va dirigenza e con i vecchi gio­catori in questi anni sono rima­sti ottimi. Rispetto i tifosi, la loro opinione, sono un po' preoccupato e mi auguro che le cose si possano aggiustare, lo spero davvero. Comunque ora penso solo al Madrid. Poi vedremo. La realtà è molto lontana da quello che scrivono i giornali. Ho chiamato io Lippi per sape­re come stava dopo l’operazio­ne al ginocchio e gli ho detto io della possibilità di un mio ritor­no alla Juve. Lui non ne sapeva niente. Poi ognuno è libero di dire quello che vuole.

Insomma, Fabio sostiene che la sua cessione fu concordata con la società (all'epoca la Juve diede una versione diversa), ma soprattutto non ci sarebbe Lippi (con il possibile ritorno a Torino dal 2010 come Direttore Tecnico) "dietro" il suo ritorno.

Basterà a calmare gli animi?

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