Mourinho a gamba tesa su Ambrosini: “Non ha l’autorità morale per parlare”

José Mourinho non ne lascia passare nemmeno una, non è nel suo carattere, anche quando le parole degli avversari sembrano sostanzialmente innocue la sua reazione è dura e, verrebbe da dire, piuttosto scomposta. A finire nel suo mirino stavolta è il Milan e il suo attacco colpisce prima indirettamente Berlusconi, colpevole di aver citato l’episodio

di


José Mourinho non ne lascia passare nemmeno una, non è nel suo carattere, anche quando le parole degli avversari sembrano sostanzialmente innocue la sua reazione è dura e, verrebbe da dire, piuttosto scomposta. A finire nel suo mirino stavolta è il Milan e il suo attacco colpisce prima indirettamente Berlusconi, colpevole di aver citato l’episodio del gol di mano di Adriano, poi Ambrosini che ieri aveva ricordato la famosa espressione “zeru tituli” che in caso di rimonta potrebbe essere clamorosamente smentita.

Dicono che senza il gol di Adriano… Beh, senza tante cose il campionato poteva avere numeri diversi. Allenatori che sbagliano, come i giocatori e gli arbitri. E poi gli infortuni. Si deve parlare di tutto, e non solo di quel che conviene. Non voglio utilizzare il tipo di vocaboli di qualche mese fa, quando pensai ad un certo punto che la bomba atomica stesse cadendo sull’Italia… Ma devono dire anche quanti punti hanno preso con rigori non regolari. Che quel derby poteva anche finire 3 o 4-0 se il Milan avesse finito la partita in dieci. Devono dire che vinsero il primo derby con un gol in fuorigioco. Hanno avuto quasi un rigore a partita. Se parlo devo parlare di tante cose, e non ne vale la pena. Alla fine vince sempre il migliore, se è un campionato regolare con errori umani. E dobbiamo solo aspettare un po’. Manca poco.

Fin qui si tratta del solito gioco delle recriminazioni incrociate, ma è sul centrocampista del Milan che Mourinho si scatena ricordando lo striscione che Ambrosini mostrò durante i festeggiamenti per la Champions nel 2007, quel famoso “Lo scudetto mettilo nel culo” che costò un deferimento al giocatore costretto a scusarsi con una lettera aperta. L’allenatore “dimentica” le scuse e picchia duro.

Se sbaglio e se il Milan arriva alla fine del campionato con un titolo chiederò scusa. Ma io ricordo molto bene Ambrosini che insultava 10 milioni di interisti, sono passati tanti anni e non l’ho visto chiedere scusa. È un giocatore carismatico, importante per il Milan, e non l’ho mai visto chiedere scusa. Resta nella mia memoria quando lo fece Eto’o e si scusò con i tifosi del Real, fu uomo. Ambrosini vive a Milano e non l’ha mai fatto. Non ha grande autorità morale per parlare così. Ma se il Milan vince il campionato, che è un’ipotesi teorica e pratica (la matematica ancora lo permette) sarò il primo a fare i complimenti ai miei avversari. L’ho fatto quando ho perso in Inghilterra, quando vinse il Manchester.

Infine le domande dei giornalisti sulla ricorrenza del 5 Maggio gli danno lo spunto per un’altra appassionata difesa dell’Inter:

Io mi ricordo il 1° maggio, il 25 aprile che per noi portoghesi ha un altro significato rispetto a voi, mi ricordo il 25 dicembre, il 26 gennaio, il 4 novembre, il 2 febbraio. Il 5 maggio non è niente. Non capisco, non sono esperto in date. L’Inter se deve ricordare qualche data, ha quelle dei 16 scudetti che ha vinto. Il 18 maggio è più importante per il 5 maggio, quello sarà importante per la Juve, caso mai. Io ricordo le persone che ho perso nella mia vita, ma non mi ricordo quando le ho perse, voglio ricordare solo le cose belle. E così deve fare l’Inter. Ricorderò per sempre il giorno che vinceremo questo scudetto.

Altro giro, altra polemica.

I Video di Calcioblog